Totò, lo sfratto alla statua si tinge di giallo

«C’è chi può e chi non può... io può», diceva Totò. E in questi giorni il sindaco leghista di Alassio, Roberto Avogadro, sembra aver in comune con il principe Antonio De Curtis più di quello che vorrebbe. Intanto perché, nonostante abbia sollevato una rivolta nazionale per la sua decisione di sfrattare la statua di Totò e di metterla in deposito, lui ritiene di poterlo fare. E non arretra di un millimetro. «La statua di Totò andrà all’asta» ha detto Avogadro, che nei giorni scorsi ha fatto rimuovere il monumento dai giardinetti in cui era stato collocato due anni fa, per lasciare posto a Luigi Morteo, benefattore alassino. «Tanti in questi giorni ci hanno chiesto la statua gratis - dice Avogadro - a loro rispondo che siamo liguri e gratis non diamo via niente. Metteremo la statua all’asta per aggiudicarla al miglior offerente, la base sarà 15.000 euro, quello che è costata al Comune. L’abbiamo anche offerta a Renzo Arbore in cambio di un concerto di beneficenza, vedremo». Un boomerang: Arbore ha detto: farò un concerto gratis, ma la statua torni dove stava. Intanto la statua di Totò è ancora prigioniera delle depositerie comunali, anche se molti comuni vorrebbero averla, a partire da Cuneo e Napoli. Il capoluogo partenopeo ha fatto una vera e propria proposta: «Ci offriamo a ricevere la statua estirpata di Antonio De Curtis dalla sua sede di Alassio e, d’intesa con la figlia Liliana, abbiamo anche deciso di posizionarla nei giardinetti adiacenti il teatro Totò», ha detto l’assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Antonella Di Nocera. «Rivalutare quello che è stato il principe della risata nella sua città natale - ha spiegato Di Nocera - è una delle priorità della giunta De Magistris» che sta lavorando all’apertura al pubblico del Museo Totò alla Sanità. Proprio a De Magistris si è rivolto il consigliere regionale Pdl Marco Melgrati per chiedere scusa a nome della cittadina di Alassio, di cui è stato sindaco e dove per suo volere è stata innalzata la statua a Totò. Melgrati inoltre si chiede «come la componente Pd di questa maggioranza possa assistere in silenzio a questa vicenda dalla forte connotazione razzista, in nome di una presunta ideologia da leghista della prima ora». Ormai è un braccio di ferro tra Avogadro e tutti gli altri. E l’ultima stoccata arriva da Melgrati. «16mila euro? - tuona - Ma se la statua è costata 8mila e il tutto, compreso rinfresco e accoglienza della principessa Liliana a di sua figlia è costato 12.500!».