Il Toti vince l’ultima sfida e getta l’àncora in città

Domani notte gli ultimi sette chilometri per arrivare al Museo

Il Toti entra finalmente in città. Il carrello con il sommergibile, spinto da 240 ruote, sbuca dallo svincolo Rogoredo, dopo aver percorso la Paullese e un tratto di tangenziale est, chiusa nel ramo di entrata da piazzale Corvetto a partire dalle 20. Intanto in Tangenziale si sono formate lunghissime code in attesa del passaggio del sottomarino: centinaia di automobilisti sono stati costretti ad aspettare quasi due ore. Alla partenza da Settala sotto una leggera pioggia, poco dopo le 21, il gigante nero aveva un tricolore issato sulla prua con lo stemma della Marina.
Una volta oltrepassato lo svincolo di Rogoredo restavano da percorrere le ultime centinaia di metri in questa penultima tappa del viaggio iniziato lunedì notte nel porto di Cremona. E già dalle 22 ad attenderlo c’erano più di 200 persone, e un’altra trentina di spettatori in piazza Mistral. Assistevano al lavoro del Genio Pontieri di Piacenza, che con una grande gru sistemava le piattaforme-ponte sulle quali il sommergibile sarebbe passato. Ai Vigili, intanto, spettava il compito di deviare il traffico e fare spazio ai camion in manovra. Infine l’arrivo in via Toffetti, periferia sud-est della città, all’alba.
«Stasera racconteremo in diretta telefonica ai nostri nipotini al mare l’arrivo del Toti». Agostino e Maria Faccini, 72 e 69 anni, alle cinque di ieri pomeriggio erano già in attesa del convoglio. «In realtà - confessano - era da qualche giorno che seguivamo i telegiornali per sapere esattamente quando sarebbe arrivato».
E in via Toffetti il sommergibile resterà ancorato fino alle 21 di domani. I milanesi potranno vederlo e fotografarlo, come hanno fatto, a migliaia, lungo gli 86 chilometri percorsi finora dal carico. E in moltissimi, c’è da giurarlo, lo seguiranno anche nell’ultimo tratto, i sette chilometri che il convoglio percorrerà domani notte tra case e palazzi, scortato da quaranta agenti della polizia locale. «Saremo impegnati nel presidio degli incroci prima che il sommergibile arrivi - fanno sapere dall’Ufficio manifestazioni dei ghisa - e lungo il percorso», che si concluderà al Museo della scienza e della tecnologia.
«Per noi è una novità, ma siamo tranquilli, abbiamo studiato tutto nei dettagli», spiegano da giorni i tecnici della Fagioli, la ditta che ha messo a punto il trasporto insieme agli esperti del Comune. Il sommergibile procederà con lentezza. Attorno a lui, invece, i movimenti saranno febbrili. Verranno rimossi passaggi a livello (due, lungo la ferrovia, in via Bonfadini), lampioni e semafori. I tecnici della Aem smonteranno cavi e pali della luce (ma nessuno resterà senza corrente). «Ovviamente, solo in maniera temporanea - fa sapere uno dei tecnici -. Quando il Toti sarà passato, tutto tornerà al suo posto».
Ai sei uomini della Fagioli che manovrano il convoglio toccheranno poi le manovre più difficili: il sommergibile, per superare curve secche e strettoie, invertirà due volte il senso di marcia (in via Bonfadini e tra via Vicenza e viale Regina Margherita). Spettacolare si annuncia anche la manovra per entrare in via Monte Ortigara: i carrelli punteranno nella direzione opposta rispetto all'imbocco della via, poi compiranno una lunga serie di manovre (avanti e indietro) per entrarci. «L’angolo di curvatura è troppo stretto, solo così si passa», spiegano al museo.
Impossibile tenere a freno la fantasia. Nella notte il sommergibile, illuminato dai fari, passerà davanti a porta Romana. Dovrà aspettare l’1.30, il passaggio dell’ultimo tram (lui che dava la caccia ai sottomarini sovietici) per incrociare Corso Italia e procedere in viale Gian Galeazzo. E poi via verso piazza XIV Maggio, piazza Cantore, viale Papiniano.
All’alba (l’orario previsto sono le 6 del mattino) l’arrivo in via Olona, al museo. E allora comincerà la festa.