Toto numeri, aria di astensione a sinistra

RomaDa oggi in poi sarà un numero a decidere il futuro del governo Berlusconi. Corteggiamenti, voci di corridoio, abili rimescolamenti di carte, svaniranno davanti alla cifra rossa che comparirà questo pomeriggio nell’aula della Camera. Il pallottoliere si ferma per la prima volta alle 16, per il voto sul Rendiconto dello Stato. Le cifre luminose potrebbero segnare 312 voti a favore della maggioranza, inferiori rispetto all’ultima fiducia, ma comunque sufficienti perché l’esecutivo non crolli. Non sarà comunque la maggioranza assoluta. Questo significa che il rendiconto molto probabilmente sarà approvato, ma che inizierà poi un nuovo giro di clessidra, in attesa della prossima prova. Le astensioni sulla carta, nella seduta odierna, potrebbero essere addirittura una decina, e tra queste ci saranno quelle dei cinque radicali, già componenti di opposizione. Potrebbe arrivare però il colpo di scena: le minoranze che votano compattamente l’astensione. In questo modo il Rendiconto passerà, ma ci sarebbe il rischio reale che il numero degli astenuti superi quello della maggioranza, con la creazione di una sorta di maggioranza trasparente. Il messaggio sarebbe: la prossima volta vi stacchiamo la spina.
Ogni calcolo è quindi da aggiornare giorno per giorno, quasi ora per ora. Le previsioni più ottimistiche spingono la «forbice» della maggioranza, ovvero il margine di incremento dei voti possibili, addirittura fino a 316. Quelle al ribasso a 311. Il dato certo è che rispetto al 14 ottobre (il giorno dei 316 sì) tre ex deputati del Pdl sono passati all’Udc (D’Ippolito e Bonciani già da alcuni giorni, Gabriella Carlucci domenica). La lancetta si fermerebbe quindi a quota 313, ma il Pdl conta ora un nuovo deputato, e non certo rapito all’opposizione: si tratta di Luca d’Alessandro, già portavoce del partito, che subentra alla Camera dopo la scomparsa di Pietro Franzoso. L’unico problema è che D’Alessandro ha appena partecipato alla maratona di New York, e i suoi programmi iniziali prevedevano un meritato relax. Pare che il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto abbia gridato a qualcuno: «Gli faccio attraversare l’Atlantico a calci in c...ma deve tornare!».
Tre dei sei firmatari della lettera dell’hotel Hassler, i parlamentari del Pdl che chiedono un passo indietro del premier - Antonione, Destro e Gava - potrebbero astenersi oggi, ma non votare contro il rendiconto (si erano sfilati dalla maggioranza già nel voto di tre settimane fa). Lo stesso potrebbe fare Giancarlo Pittelli, un altro dei sei dell’albergo, che però il 14 ottobre era nella truppa dei sì. Gli altri due (Bertolini e Stracquadanio) offriranno il loro voto. Il numero a questo punto sarebbe 313.
Se quattro dei sei dell’Hassler si astenessero, con l’assenza del repubblicano Francesco Nucara (non presente «per motivi personali» ma «dispiaciuto»), ecco che il numero finale sarebbe 312. Adolfo Urso, dato per incerto, dirà infatti sì al Rendiconto. C’è poi l’incognita di Antonino Milo, firmatario con il sottosegretario Scotti dell’ennesima lettera del «passo indietro» a Berlusconi. Se non partecipasse, la maggioranza scenderebbe a 311. Provvedimento approvato, ma con il rischio della maggioranza trasparente, le astensioni che superano i sì. Su questa cifra aleggia però la possibilità di tre presunti nuovi ingressi nel Pdl (due dall’Udc e uno dal Pd), e anche l’eventualità che qualche astensione, almeno oggi, potrebbe essere un sì. Ecco perché gli ottimisti si spingono fino al miraggio dei 316.