Toto Strega, romanzieri di destra cercasi

E adesso che non c’è più Veltroni, e che Rutelli ha fatto la fine che ha fatto, e che Anna Maria Rimoaldi ha visto bene di andarsene nel mondo dei più appena in tempo per non vedere Gianni Alemanno al Campidoglio, che ne sarà del Premio Strega? Il nuovo presidente Tullio De Mauro sta lavorando alacremente alla scelta dei dodici candidati da presentare giovedì a Benevento. Ma il comitato non sa che pesci prendere. Com’era bello quando la signora Anna Maria decideva e gli editori baciavano la pantofola. Adesso non si baciano pantofole. Si telefona e si briga come il solito, ma le certezze chi le dà? Sono tutti lì a cercare il Sandro Veronesi di destra, che stia ad Alemanno come il Veronesi di sinistra (quello di Caos calmo, per intendersi) stava a Walter Veltroni. Cercano e cercano, ma mica lo trovano.
Riposizionarsi è la parola d’ordine. E anche allo Strega cercano di allinearsi. Vogliono dimostrare che ora, nel Primo Anno della Liberazione dalla Opprimente Egemonia Culturale di Sinistra, finalmente anche gli autori di destra potranno ambire al riconoscimeto massimo delle patrie lettere. E sono lì che cercano, cercano. Tutti affannati in questa gara a chi trova un giglio nelle fogne letterarie della destra, non più “figlio di un dio minore” ma finalmente degno di salire agli allori della letteratura nazionale.
Cercano e cercano, ma non spunta fuori un nome. Gli editori spulciano nelle liste dei propri autori qualcuno in linea con il nuovo corso Alemanno. Di un Veronesi di destra nemmeno l’ombra. Possibile che non venga fuori neanche un erede di Carlo Mazzantini, escluso dal Campiello per i passati repubblichini. Adesso che servirebbe uno che abbia dei nobili precedenti nella Repubblica Sociale? O almeno un giovane con un passato in Ordine Nuovo o nel Fronte della Gioventù? Niente da fare.
Si domandano se Roberto Gervaso abbia scritto un romanzo. Non l’ha scritto. Allora ci sarebbe Pietrangelo Buttafuoco, ma presagendone la vittoria ha detto che non votava Pdl. Cassato. Forse almeno questa volta non gli negheranno l’accredito stampa per la cerimonia al Ninfeo di Valle Giulia che gli negarono quando era al Foglio. Giuseppe Conte? Ma quello è un anarchico, non ha padrini politici. Cassato pure lui. Ci vorrebbe qualcosa di forte, un Houellebecq o un Chuck Palaniuk in salsa romana.
Cercano, cercano il Veronesi di destra. E non lo trovano. Sarà mica che non esiste?
caterina.soffici@ilgiornale.it