Toto vende Air One, ma affitta 60 aerei a Cai

La flotta attuale passa alla Nuova Alitalia: la firma del contratto prevista nel fine settimana, l’incasso in contanti è stimato in 250 milioni. Ad AP Fleet tutti
i nuovi arrivi di Airbus. Per ora le compagnie voleranno con un'autonomia coordinata

Roma - Questione di ore. Nel week end dovrebbe essere messa la firma definitiva al contratto d’acquisto di Air One, ma ieri la compagnia di Carlo Toto si affrettava ancora a precisare laconicamente: «I colloqui sono ancora in corso». Tutto il «lato b» della vicenda Cai, ovvero la trattativa con Air One, è sempre rimasto avvolto nel mistero, blindato da comunicazioni e notizie. La riservatezza di una trattativa è sempre comprensibile, e la trasparenza è diversa se una società è quotata o familiare. Ma il grado di impenetrabilità di Air One ha sempre indotto a pensare, sicuramente a torto, che ci fosse qualcosa da nascondere. Vedremo, a questo punto, che cosa sarà comunicato al pubblico di un’operazione che, per quanto svolta tra privati, è finalizzata a un servizio pubblico (il trasporto aereo) e ha comunque ricadute indirette sui contribuenti: perché tutta l’operazione Cai si è basata sul trasferimento della parte marcia di Alitalia sulle casse dello Stato, e l’acquisizione di Air One è sempre stata condizione essenziale dell’operazione. È questa, a ben guardare, la vera differenza sostanziale dalla vecchia proposta di Air France, che avrebbe invece rilevato la sola Alitalia.

Secondo indiscrezioni attendibili, il contratto con Carlo Toto verrebbe chiuso a una cifra di circa 250 milioni, più l’accollo di 200 di debiti. Toto verrebbe sollevato da rischi legali (manleva) sulla passata gestione per dieci anni. Dell’incasso - a spanne - 50 milioni resterebbero a Toto, 100 rientrerebbero in Cai come quota di capitale (dove Toto è già presente), 100 a sanare situazioni debitorie, Intesa compresa.

Ma che cosa comprerà Cai? Alla società di Colaninno andranno i 17 Boeing 737, i 20 Airbus 320, i due A 330, utilizzati sulle tratte Chicago e Boston (quest’ultima soppressa in ottobre per scarsa occupazione di posti); inoltre andranno, i 17 Crj, gli aerei Bombardier di Cityliner, la controllata «regional». Il complesso di questa flotta permetterà a Cai di far fronte alla messa a terra di vecchi Md80 di Alitalia. Toto terrà per sé, invece, gli ordini per altri 40 Airbus 320 e per i 22 330; andranno in capo a un’apposita società, AP Fleet, che diventerà sostanzialmente un lessor e li noleggerà alla Nuova Alitalia. Per questa attività Toto terrà con sé due uomini chiave del suo staff, l’attuale direttore generale di Air One, Lino Bergonzi, e il direttore tecnico, Pietro Pascale.

Quanto ai tempi dell’integrazione Cai-Alitalia-Air One, saranno lunghi. Se il contratto Colaninno-Fantozzi sarà firmato a giorni, entro il 1º dicembre, e se la gestione di Cai partirà alcune settimane dopo (è ragionevole pensare con il 2009), per la vera operatività bisognerà aspettare alcuni mesi; per ora i vettori (Alitalia, Alitalia Express, Volare, Air One, Cityliner) funzioneranno in un’autonomia coordinata. Ieri il commissario ha fatto sapere che le disponibilità e i crediti finanziari a breve del gruppo Alitalia al 31 ottobre 2008 erano pari a 229 milioni di euro, con un decremento di 16 milioni (meno 7%) rispetto alla situazione al 30 settembre. L’indebitamento netto era di 1,248 miliardi, con un aumento di 49 milioni rispetto a fine settembre.