Totti: «Adesso anche noi crediamo allo scudetto»

Spalletti: «Una vittoria importantissima perché loro avevano il dente avvelenato. E il Milan ha giocato bene: è stato solamente sfortunato»

Francesco Rizzo

da Milano

Rimbombano i canti dei tifosi della Roma quando Luciano Spalletti celebra, con aplomb più british che toscano, il ritorno dei giallorossi al successo nel tempio del calcio milanese. Cominciando con una carezza al suo collega-rivale. «Ancelotti può essere soddisfatto di questa partita, il Milan ha giocato molto bene ed è stato un po' sfortunato. Ho visto un match vivo e intenso: noi abbiamo sofferto a inizio ripresa, avremmo dovuto metterci qualcosa in più per non farci schiacciare sulla difensiva ma poi il nostro ulteriore sforzo ha rimesso la gara sui binari giusti. Il Milan ha qualità importanti, ha personalità e giocava con il dente avvelenato: ecco perché questa è per noi una vittoria più significativa di altre». Spalletti è così, una carezza e un pizzicotto, non vuole un Roma che si addormenti sulla gloria di una notte.
«Lo scudetto? Ci sono club più attrezzati di noi: l'Inter è la favorita. Per durare noi dobbiamo maturare, lo dimostra il fatto che quando in campo c'è bagarre non ci esprimiamo al meglio. Totti? Ha fatto bene, per i due gol, sì, ma soprattutto perché ha lottato, ha tenuto palla e ha fatto respirare la squadra quando la pressione del Milan ci ha messo in difficoltà. Dobbiamo giocare così, aggredire gli spazi in velocità per sfruttare le caratteristiche dei nostri attaccanti. Francesco è vicino al 100% della condizione. Bravo lui, bravo Aquilani, bravi tutti. Anche Perrotta, che ha giocato malgrado problemi di stomaco, anche Mexes, che pure ha sforzato un indurimento muscolare».
E allora parola al migliore in campo, Francesco Totti, più ottimista del suo mister. «La squadra ha dimostrato di essere grande, di poter competere con chiunque. Ora mi godo questo momento, questa vittoria a Milano giunta dopo vent'anni anni di delusioni. Lo scudetto? Siamo a ridosso di Inter e Palermo. Con questo organico ci crediamo». Anche grazie ad alfieri come De Rossi, un veterano con la faccia da ragazzino. Che precisa : «E' stata dura quando loro cercavano il pareggio, poi, sull'1-1, abbiamo puntato al raddoppio senza dimenticare la fase difensiva: ci abbiamo messo qualcosa di più a centrocampo e abbiamo vinto. Aquilani? Ha grandi colpi e personalità, la nazionale si accorgerà di lui». E allora ultima parola al n.8 giallorosso, che ha fatto cambiare marcia ai suoi. «Io decisivo? Ho dato qualcosa di buono ma non è stato facile, mi ero scaldato poco...». Buon per il Milan.