Totti è un caso: esce e la Roma perde la calma e l’Europa

RomaFuori dalle Europa League, ingenua e sprecona. Anche musona. Con i nervi a fil di pelle e magari troppo fiduciosa nei ragazzini. Roma beffata dal gol pareggio dello Slovan e dal corso e ricorso della solita storia: fuori Totti dopo mezzora della ripresa, dentro Okaka e la squadra è saltata sulla buccia di banana. Peccato, pareva un’altra storia: quasi 50mila paganti, il capitano in campo per la gioia dei tifosi. Roma subito in rampa di lancio col gol di Perrotta, al 12’, che ha pescato il pallone in area e calciato sotto le gambe del portiere. Sorta di benvenuto al nuovo presidente DiBenedetto che ha voluto salutare i tifosi attraverso gli altoparlanti dello stadio Olimpico. Poteva essere una festa. L’1-0 dell’andata ampiamente rimediabile, visto lo Slovan.
Primo tempo divertente, gol a parte. Roma che ha fatto intravedere qualche idea e tanta voglia. Ancora un mix tra ingenuità e bontà calcistica. Per esempio, dopo 31 minuti Cassetti ha rischiato la frittata, ciccando un pallone indietro, e Stekelenburg, portiere evidentemente abituato ai larghi spazi difensivi dell’Ajax, è arrivato a salvare la faccia a tutti. Roma molto attiva con i ragazzini Viviano (ruolo difficile quello del centrocampista centrale) e Caprari guizzante e infido in mezzo all’area. Lo Slovan ha fatto soprattutto lo sparring partner. E così anche nella ripresa, quando Totti ha abbandonato la poltrona da commendatore ed ha lavorato in velocità, ma con i piedi. Le azioni si sono fatte più insistenti e pericolose: c’è stato più Caprari (3 palle gol) che Bojan. Simplicio e Perrotta ritrovati a nuova vita, magari un po’ spreconi. Roma anche aggressiva, forse senza quel pizzico di cattiveria che, tante volte, fa la differenza. Roma comunque sempre reattiva, quanto il suo pubblico che, al minuto 29, quando Luis Enrique ha richiamato Totti ha ricominciato la melodia di fischi che ogni allenatore si è sorbito quando ha toccato il totem, stavolta un po’ sfiatato. Partita dignitosa, faccia del capitano con il muso di ordinanza: niente saluto al tecnico e subito negli spogliatoi. Se questo è l’inizio... Peggio questo finale: Cassetti ha commesso l’ennesimo svarione e Stepanovski si è infilato come un serpentello a metter palla in gol e a far partire la prima flebile contestazione al tecnico della Roma.
Prima della partita un gruppo di tifosi slovacchi ha saccheggiato l’autogrill dell’area di servizio di Badia al Pino (Arezzo) sull’A1: distrutti scaffali e saccheggiato la merce. L’autogrill di Arezzo è già tristemente noto perché, dalla parte opposta, sulla corsia diretta al nord, avvenne l’uccisione di Gabriele Sandri, tifoso laziale colpito dallo sparo della pistola di un poliziotto.