Totti cerca i gol, la Lazio il terzo posto ma il vero derby è in mano a una suora

Il capitano della Roma vuole la corona dei bomber, i biancazzurri superare il Milan

da Roma

Gli ultimi due derby capitolini giocati in casa della Roma avevano un altro sapore: nel 2005 lo 0-0 fu figlio dello spettro della B, che le due squadre evitarono in extremis; nella stagione successiva l’1-1 (prima sfida tra Spalletti e Delio Rossi) fruttò solo un posto europeo per entrambe, «cancellato» però alla Lazio dal terremoto di Calciopoli.
Stavolta c’è odore di Champions league, ma il leit motiv delle tifoserie resta quello del provinciale sfottò. E degli striscioni che, dopo la «tregua» concessa dal Viminale e dal prefetto Serra, potrebbero regalare chicche inaspettate, tipiche della rivalità cittadina. Tutta colpa di un torneo che ha già deciso (o quasi) il destino delle romane: un secondo posto ormai blindato dai giallorossi dopo l’inutile corsa all’inseguimento dell’Inter; un piazzamento d’élite per i biancocelesti chiamati solo a giocarsi il «podio» con un lanciatissimo Milan.
Non basta la frase poetica di Spalletti: «Questo derby è come un libro, spetta a noi sfogliarlo». L’attesa in città c’è, ma l’Olimpico per una volta non registrerà il tutto esaurito. Low profile, come direbbe il presidente Lotito, dunque niente toni accesi o provocazioni nel corso della settimana, fatta eccezione per la «punzecchiatura» di Rocchi a Totti 48 ore prima del match («giocherà sicuramente, l’infortunio è stato un po’ ingigantito...»). E sembrano lontani gli echi dei veleni post-derby d’andata - «storico» per i laziali vittoriosi come mai nella stracittadina (3-0) - quando alcuni calciatori della Roma accusarono di essere stati presi in giro dal tecnico biancoceleste Delio Rossi. Con quel labiale di Totti («Guarda con chi abbiamo perso...») che portò un ulteriore strascico di polemiche.
Ecco che, più dei guai fisici del capitano romanista o del possibile ultimo derby di Peruzzi, pronto ad attaccare i guanti al chiodo a fine stagione, si parla degli aspetti più folkloristici. Ad esempio la scaramanzia di Delio Rossi, che ha giocato l’amichevole infrasettimanale con la squadra Berretti esattamente come nella settimana pre-derby d’andata. Ma il tecnico della Lazio ha dovuto rompere il silenzio che si era imposto da martedì scorso per la leggenda nata attorno al nuovo voto fatto con suor Paola, la nota tifosa laziale della cui casa-famiglia Delio Rossi è un ospite abituale. E ha dovuto smentire un altro tuffo stile Fontanone del Gianicolo (il pegno in quella notte del 10 dicembre) o il karaoke improvvisato. «Faccio l’allenatore di calcio, non sono un saltimbanco o un imbonitore, quindi basta con i tuffi e con le scommesse perchè non ce ne sono. Ho il televideo a casa e ho visto cose che non stanno nè in cielo nè in terra. Qui si pensa solo alla partita e a raggiungere l’obiettivo». Anche se oggi a poche ore dalla partita, la religiosa ha promesso di svelare il misterioso accordo con il tecnico laziale. «I tuffi si possono fare - la risposta ironica del collega Spalletti - casomai questa volta gli conviene non rivelare prima il nome della fontana... Il mio festeggiamento in caso di vittoria? Andrò a casa dai miei figli, come faccio sempre».
In attesa che si conosca il segreto sul quale un’intera città si interroga, resta da analizzare l’aspetto tecnico. Francesco Totti ci sarà, magari non al massimo, ma pronto a mettere un altro mattoncino verso il trono dei cannonieri. Approfittando anche delle assenze degli avversari diretti più pericolosi: Lucarelli e Toni squalificati, Ibrahimovic che ha già finito la stagione. «Aveva difficoltà ad alzarsi dal lettino dei massaggi, normale che cominciassi a non pensare positivo», ammette Spalletti dopo le insinuazioni sul tira e molla del capitano. L’allenatore della Roma potrà finalmente schierare la formazione titolare: non era mai successo nel 2007, l’ultima volta in campionato era stata il 17 dicembre 2006 contro il Palermo.
In casa Lazio, dove salteranno il derby per infortunio Mauri e Stendardo, tutti sono convinti che la Roma sia favorita («ha disputato una bella Champions, anche se poi è uscita», ha detto ieri il capitano Zauri) ma si sogna il bis che manca dalla stagione 97/98. Stagione nella quale vinsero anche le due sfide di Coppa Italia con Eriksson in panchina.