Totti fa gol anche nel pentagramma

Sei pianoforti disposti in cerchio, a raggiera. Davanti a ciascun pianoforte siedono David Appleton, Adam Caird, Kate Halsall, Semra Kurutac, Helen Reind, Graham Rix. Diversa la storia professionale di ciascuno, diversa la provenienza. C’è chi ha alle spalle una militanza classica, chi pop/rock, chi jazz, chi popular, ma ora loro sono i fantastici pianisti del «Piano Circus», il cui nome rimanda alla disposizione circolare, ma rivela nello stesso tempo la loro predisposizione al gioco, come in un circo. Perché vien difficile pensare che in sei, suonando contemporaneamente, sarebbero in grado di esprimere la profondità di una sonata beethoveniana. Loro preferiscono «giocare» e i compositori di oggi, dai quali prevalentemente arriva a loro la materia musicale, li assecondano. Di esperimenti con il pianoforte se ne sono fatti tanti. Nella letteratura pianistica vi sono anche brani per pianoforte «a sei» e «a otto mani»; c’è perfino, nel catalogo di John Cage, un brano per pianista «immobile» e pianoforte «muto»; ed anche sul versante dei numeri, sei pianoforti non rappresentano un record: c’è stato anche un concerto di cento pianoforti. Il repertorio del singolare ensemble che suona oggi per la Iuc non va più in là del 1989, anno di nascita di Piano Circus. Nel programma ricorrono i capiscuola di alcune moderne tendenze compositive, fra tutti, i minimalisti Steve Reich, con il suo Six Piano, e Terry Riley (Keyboard Study n.2); lo statunitense Nancarrow, simbolo dell’avanguardia libera da scuole e stili (Study n.5); la giapponese Yumi Hara Cawkwell, che mescola jazz e suoni metropolitani nel suo Groove Study Mega Mix; e Patrick Nunn con 21st Century Junkie per sei pianoforti e nastro magnetico. A conclusione, un omaggio a Francesco Totti. Glielo rende l’inglese Graham Fitkin con il suo pezzo intitolato semplicemente Totti. Aula Magna della Sapienza, ore 20.30.