Totti: «Il Ghana ha messo il mirino sulla mia caviglia»

Incredibile: esulta anche Pirlo. «Ero emozionato, esordio col gol... Me lo aveva chiesto mio figlio». E Buffon sbotta: «Tutti stupiti? Sono nauseato, gioco per l’Italia e per gli italiani, il resto non conta»

nostro inviato ad Hannover
«Stamattina ho sentito mio figlio Niccolò di tre anni al telefono. Mi aveva chiesto un gol, l’ho accontentato». La prima rete azzurra in Germania è di Andrea Pirlo, che corona così una partita monumentale. «La rete mi ha dato una sensazione indescrivibile, ma l’importante era vincere e ci siamo riusciti. Lippi ci ha detto di tirare molto da fuori, questo pallone mette in difficoltà i portieri. Era un incontro difficile, siamo soddisfatti».
Può esserlo soprattutto lui: aveva vissuto una stagione sotto tono, ma dopo l’amichevole con l’Ucraina ai primi di giugno sembrava in ripresa. Ieri ha dimostrato che può tornare uno dei leader della nazionale. «L’esordio al Mondiale non poteva andare meglio. Dicevano che i ghanesi mi avrebbero messo in mezzo con la loro forza fisica, visto che non sono un colosso. Ma siamo stati bravi a recuperare molti palloni a centrocampo e a far ripartire l’azione. Gli attaccanti si sono mossi benissimo. E Totti li ha serviti bene».
Già, Totti. Il ritorno dopo 113 giorni è andato come pensava. Una parata di Kingston gli ha negato il gol su punizione («Lippi ha ragione, da lontano bisogna provarci perché il pallone fa strane traiettorie»), ma un brivido ha attraversato la schiena del ct e quella dei tifosi italiani. «Muntari (in realtà era Pantsil) ha messo il mirino sulla mia gamba. Ho avuto paura, ma fortunatamente ho solo una forte contusione sotto il ginocchio. Non sono preoccupato, la mia sostituzione era prevista. Ringrazio Lippi che ha creduto in me fin dal giorno del mio infortunio. Io ce l’ho fatta e sono contento, lui mi ha dato fiducia e io spero di ripagarla sul campo». Sorride Totti, i primi complimenti gli sono arrivati tramite sms dalla moglie Ilary (rimasta in Italia per lavoro). E aver giocato la prima del Mondiale è un passo in avanti verso la forma migliore. «Non ho timori dei colpi, se sono qui è perché mi sento pronto a giocare. Sono soddisfatto, la mia partita è stata quella che volevo. Negli ultimi giorni ho lavorato molto sulla resistenza. Insomma sono contento di quello che sto facendo. All’inizio ho fatto fatica a trovare la posizione in campo, poi le cose sono migliorate». Il rischio è ora che l’entusiasmo travolga il gruppo. «Questo pericolo non c’è, conoscendo la squadra penso che resterà con i piedi per terra». Ieri sera ha sfoggiato un nuovo look. «L’ho cambiato ieri alle 17. E non ho potuto vedere la Repubblica Ceca, ero dal parrucchiere... (quello romano di fiducia, Luciano Bellotti giunto appositamente dall’Italia per compiere una specie di rito scaramantico, ndr). Mi ha ringiovanito di 10 anni, non volevano nemmeno farmi entrare negli spogliatoi: la foto sull’accredito è diversa».
E nella serata della gioia, compare anche l’amarezza di Gigi Buffon. «Sono felice di giocare per l’Italia e sono orgoglioso della maglia azzurra. Ma sono amareggiato per come sono stato trattato per l’ultima vicenda dell’inchiesta». L’espressione di Buffon è sempre più cupa, non ha la verve dei giorni migliori. «Uno si fa conoscere dalla stampa – continua il portiere - è disponibile e cortese, ma appena capita un’occasione negativa ecco che buttano il tuo nome nelle polemiche e a nessuno interessa come sei veramente. Sono nauseato e parecchio, ma adesso voglio togliermi tante soddisfazioni. Giocherò per l’Italia e per gli italiani. Ormai dentro il sistema calcio ogni giorno bisogna dire qualcosa che faccia polemica. Da 24 anni non vinciamo nulla, sarebbe importante che si tornasse a parlare di calcio e non più di cavolate». Sulla partita dice: «Il Ghana era una squadra dotata, ci stava che ci mettessero in difficoltà. Ho fatto una parata importante, ma tiri in porta me ne sono arrivati ben pochi. Contro gli africani abbiamo visto un’Italia con la mentalità operaia».