Totti, Del Piero, Inzaghi È il vecchio che avanza

C’ è il vecchio che avanza, calcisticamente. Alla fine faranno la differenza, un’occhiata, uno spiffero nell’orecchio dell’allenatore, un suggerimento al presidente e la squadra per domenica è fatta. Come si fa a girare le spalle a gente così, hanno lasciato sangue e sudore addosso a quella maglia, ci hanno messo la faccia, sono ricoverati come dei santini nei portafoglio di gente anche matura che nei momenti di sconforto si rivolge alla loro figurina per restare a galla. Alex Del Piero, Superpippo Inzaghi, Pupone Totti, Saverio Zanetti: che campionato partirebbe senza di loro, vabbè Mourinho, vabbè Balotelli che lasciano, ma questi sono i vessilli sullo stadio, quelli che quando parlano si sta tutti zitti sull’attenti. E non solo loro, Zambrotta, Nesta, De Rossi, Pirlo, Lucarelli, senti i loro nomi e senti il sapore del calcio, avverti il fluido che rende la giornata di campionato un giorno eccezionale, segna il giovane e si esulta, ma quando il gol è del maestro anche la palla porta più rispetto, rotola spavalda, s’infila nel pertugio, sparisce in una buca, s’inventa un’effetto strano, insomma dà una mano: l’uomo che l’ha colpita ha una certa età gli si deve gratitudine.