Totti a riposo, Spalletti pensa solo al derby

«Gli arbitri? Non mi sembra che ci abbiano penalizzato»

Due partite, due finali per arrivare al secondo posto. Un accostamento esagerato, quasi irriverente, quello usato da Luciano Spalletti per presentare i due match della Roma, questo pomeriggio contro l’Atalanta e fra sette giorni contro la Lazio. In ballo il matematico raggiungimento del vero traguardo stagionale. Detto che le finali, soprattutto quelle europee, sono ben altra cosa, non resta che accontentarsi di quanto passa il convento. Che non è neanche tanto male.
A Bergamo Luciano Spalletti dovrà rinunciare a Totti che ha deciso di saltare la prima «finale» e risparmiarsi per il derby. Recuperano invece Taddei e Aquilani. «Ci aspettano due finali - dice Spalletti - per dare alle prossime partite l’importanza che meritano, visto che c’è in ballo il secondo posto, importante per la società e per quello che ha fatto la squadra».
Oltre a Totti oggi non ci saranno gli squalificati Mexes, Mancini e Pizarro. Di fronte l’Atalanta che la Roma titolare - non quella in campo oggi - travolgerebbe senza troppo penare, così i lombardi rischiano di diventano improvvisamente temibili. «L’Atalanta è tonica - aggiunge - e gioca sfruttando il collettivo, ha messo in difficoltà diverse grandi, ha fatto un grande campionato, ma noi possiamo essere grandi anche senza molti titolari».
Al di là del campo a Trigoria stanno cominciando le manovre per la squadra del prossimo anno. Sulla situazione dei rinnovi di Mexes, Chivu e Mancini Spalletti spiega: «Puntiamo a tenere i nostri campioni e rafforzare la rosa. Vogliamo avere due giocatori per ruolo perché le partite (Manchester non va dimenticata) sono tante. Numericamente siamo a posto anche quest’anno ma ci sarà da migliorare, magari facendo crescere qualche ragazzo e sostituirlo con giocatori con più esperienza». Il progetto per il prossimo anno vede sempre Totti nel ruolo di centravanti. «Ce lo vedo bene perché di gol ne fa tanti e continuando a crederci può anche migliorare».
Parlando di mercato si torna alle intercettazioni telefoniche che hanno evidenziato che Rajola, procuratore di Mido, nella stagione 2004-05 parlando con Moggi sosteneva che avrebbe creato problemi alla Roma. «Noi dipendiamo da noi stessi, solo la Roma può creare problemi a se stessa. Non è certo un procuratore che può metterci in difficoltà. Per ora nessuno ci è venuto a chiedere giocatori ufficialmente».
Infine la questione arbitri e la nuova Calciopoli che sembra comunque meno destabilizzante della prima. «Penso che molti arbitri hanno agito seriamente - conclude il tecnico giallorosso - ma se qualcuno ha sbagliato lo ha fatto solamente per voglia di avere la possibilità di sviluppare la professione che gli piaceva. Sensazioni? Per noi è tutto valido perché abbiamo fatto le cose seriamente, non mi sento preso in giro. Dipende sempre da noi. Comunque guai a chi si permette di prenderci in giro». Le nuove leve dell’eldorado pallone sono avvertiti.