Totti ritorna ma slitta la firma del contratto

Fabrizio Aspri

I calici sono pronti, lo champagne è stato scelto e il sogno è prossimo a realizzarsi. Eppure, per stappar bottiglie e brindare al «nuovo» contratto di Totti, occorrerà attendere ancora qualche giorno. Già, perché nonostante le buone intenzioni di Rosella Sensi («domenica, al termine della gara col Chievo, vi dirò...»), sembra che per autografare l’accordo fino al 2011 e riconfermare amore e devozione ai colori giallorossi, il capitano e i suoi collaboratori abbiano deciso di attendere l’inizio della prossima settimana, probabilmente martedì. In giornata i rappresentanti del club hanno incontrato i legali della Numberten, la società che gestisce l’immagine di Totti, e sono stati limati gli ultimi dettagli dell’accordo. Per render chiare alcune clausole care al talento di Porta Metronia, bisognerà però far ricorso a «scritture private» da accompagnare ad accordi verbali e strette di mano. È molto probabile che Totti, impegnato nei prossimi giorni con la nazionale, possa lasciare il ritiro azzurro per raggiungere la capitale e dar vita ad un blitz di poche ore: il tempo di incontrare i dirigenti della Roma, firmare incartamenti destinati a lasciare il segno nel bilancio del club di Trigoria e tornare, con un sorriso in più, alla corte di Lippi.
Come da copione, quindi. Il tutto, ovviamente, in attesa di conoscere il futuro allenatore del club della famiglia Sensi. Ancelotti, reduce dall’amara notte di Istanbul, sembra essersi tirato fuori dalla mischia. E allora, nel pacchetto dei «papabili», dal quale è stato estromesso da tempo il jolly-Zeman (poco simpatico ai Potenti), sembra farsi largo il tandem Prandelli-Spalletti, con quest’ultimo spinto verso la volata finale da uno sponsor che risponde al nome di Alessandro Moggi. «Mi auguro che il progetto della Roma possa ripartire presto», spera il sindaco Veltroni, intervenuto ieri alla cerimonia per le nomine dei nuovi Cavalieri giallorossi. Dalle speranze del primo cittadino alle dichiarazioni di Bruno Conti, oggi alla sua ultima gara come tecnico giallorosso.
«Fino a domenica scorsa – ammette - non dormivo tanto sereno. È stato importante raggiungere il traguardo salvezza con una settimana di anticipo. Ora, però, mi piacerebbe chiudere in bellezza. E, a tal proposito, mi auguro che nessuno entri in campo a fine partita: vorremmo salutare il pubblico a modo nostro, organizzare qualcosa...». Sorprese, dunque, e qualche attesa novità nella lista dei convocati. Contro il Chievo Totti tornerà in campo dopo la squalifica, Montella sarà al centro dell’attacco e De Rossi cercherà di chiudere al meglio una stagione a corrente alternata. «Il contratto di Francesco? Non gli ho mai chiesto niente del suo futuro, per una forma di rispetto. Ma se deciderà di rinnovare, vorrà dire che conosce i progetti della società. È innamorato di questa maglia. Ancelotti? Ci sentiamo spesso, ma lo faccio anche con altri giocatori e allenatori. Quello che Carlo ha patito nella finale di Champions è difficile da digerire, gli sono vicino. Anch’io ho perso una finale di Coppa dei Campioni ai rigori e per una settimana non volevo parlare con nessuno». Conti e il suo passato, tra ricordi, successi e qualche lacrima. «Per aiutare la Roma farò di tutto. Ma non l’allenatore. È una mia scelta». Chiaro il concetto?

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