Totti: «Scudetto a Roma? Chissà, se l’Inter cala...»

Intervista al capitano giallorosso che attraversa un momento magico

Marcello Di Dio da Roma Un pensierino alla classifica cannonieri, uno al primo posto, sempre che «arrivi una flessione dell’Inter». Ma anche risposte secche a chi osa parlare di Roma aiutata dagli arbitri e a chi invece lo giudica già un ex calciatore. Infine la replica all’infinita querelle sulla Nazionale, il tormentone degli ultimi mesi. Francesco Totti si toglie qualche sassolino dalle scarpe, anzi dagli scarpini. Nell’occasione la versione celebrativa di quelli che la Diadora gli aveva preparato per i Mondiali, presentata ieri a Trigoria prima dell’allenamento. «Con questa scarpa ho segnato il rigore all’Australia, ma ne ho anche sbagliato uno - sottolinea il capitano della Roma -. Cercherò di usarla nel migliore dei modi, anche se è il piede che conta...». (...) E quello non ha tremato sabato sera quando si è presentato per tre volte (l’arbitro ha voluto il bis del secondo rigore, ndr) sul dischetto. «Ho affrontato la situazione con la freddezza di un professionista, non ho pensato a niente. Nessuna paura, ero convinto di segnare e di far vincere la squadra», sottolinea Totti nell’intervista alla trasmissione di Italia 1 Controcampo. Risultato: due gol, «i tre punti più importanti della stagione» per la Roma, oltre che il primato personale nella speciale gradutoria dei bomber insieme a Riganò. «Non sono abituato a stare così in alto, ma giocando in questo ruolo un pensierino a vincerla posso farcelo. Ci sono campioni abituati a vincerla come Crespo, Toni e la sorpresa Riganò, ma io ci spero. L’importante è mantenere la media (7 le reti realizzate nelle ultime quattro partite, ndr), in questo momento mi sento una prima punta e giocando così vicino alla porta faccio più gol e colleziono assist».
Francesco sorride, è in atto la rivincita verso i suoi detrattori. «Dovrei fare una lista lunghissima...», replica a chi gli chiede dediche per l’ennesima doppietta dopo quelle a Platini e Matarrese. Quella lista è aperta dal Mondiale, da quando Totti si lamentò delle critiche nonostante i suoi sacrifici per arrivare all’appuntamento tedesco. «Da quando ho iniziato a giocare, e non voglio fare la vittima, ne ho sentite di cotte e di crude sul mio conto, ma ora non ci faccio più caso - dice ancora a Controcampo -. La Nazionale? Io quando parlo guardo in faccia la gente. Ho parlato con Donadoni, la verità la sappiamo noi due. Chi parla non conoscendo i fatti, è meglio che si cucia la bocca».
Roberto Mancini ha fatto i complimenti a Totti, dicendogli che grazie a lui la Roma è al pari dell’Inter. «Lo ringrazio, ma non mi sento l’ago della bilancia per lo scudetto, sono solo un giocatore della Roma che sta cercando la condizione migliore. Sto provando a portare la mia squadra più in alto possibile, come tutti i miei compagni. Mi fa piacere che Mancini abbia detto certe cose perché fino a due-tre settimane fa per molti non ero neanche più un giocatore. Ora la pensano in tanti come lui? Facile complimentarsi con me adesso». Paragoni con Ronaldinho, autore di un gol bellissimo come il suo? «Non penso a queste cose e non guardo alle statistiche».
E lo scudetto? Totti sembra crederci ancora. «Al momento l’obiettivo della Roma è mantenere il secondo posto. Poi, se ci dovesse essere un passo falso dell’Inter, cercheremo di sfruttarlo. Se continuano così sarà difficile riprenderli. Loro vincono sempre, anche in Champions e in Coppa Italia. L’Inter è una squadra forte, viva e ha grandi campioni che possono risolvere le partite in qualsiasi momento». La rincorsa è viva, ma guai a parlare di favori arbitrali per i giallorossi. «Dicono che siamo aiutati? Mai successo, anzi. Forse qualcuno è invidioso perché stiamo dando fastidio ad altre squadre».
C’è chi gli ricorda il derby imminente («ma prima c’è il Valencia e sia io che la squadra crediamo di arrivare agli ottavi di Champions»), c’è chi gli chiede invece della crisi di Montella. «Non ho parlato con Vincenzo, spero che possa rimanere con noi perché è l’attaccante più forte che ci sia in Italia». Ma elogia tutta la Roma: «Trovare un reparto meno affidabile in questa squadra è difficile. Spalletti in estate ha fatto le scelte giuste: rosa ristretta, ma competitiva».
La forza attuale di Totti è la serenità: merito della famiglia che sta per allargarsi. «Giovedì Ilary farà un’ecografia e forse sapremo il sesso del nascituro. Se proprio devo dirlo vorrei un altro maschio...». Poco importa che Francesco abbia ancora una vite nella caviglia: «La toglierò a fine stagione, anche perché quando lo farò dovrò fermarmi per un paio di mesi e ora non è possibile». C’è da onorare il contratto fino al 2011 («che presto rinnoverò ancora») ma soprattutto c’è da vincere qualcosa con la Roma. «Smetterò solo quando non avrò più stimoli ed entusiasmo». E alla fine rivela: «Se per l’infortunio non fossi riuscito a tornare in campo, probabilmente mi sarei dedicato al calcetto. Senza problemi».
Marcello Di Dio