Totti se ne va furibondo "Meglio lasciar perdere". Andrade, stagione finita

Il capitano stizzito per il pari. Per il difensore rottura del tendine rotuleo. Iaquinta: "Noi mai morti"

Roma - La Juve torna da Roma con due (quasi) certezze. La prima: può giocarsela con le grandi. La seconda: la stagione di Andrade potrebbe essere già finita. Per il portoghese si sospetta infatti la rottura del tendine rotuleo sinistro, oggi gli esami per decidere l’intervento, ma si teme il peggio (sportivamente) anche perché l’infortunio precedente era stato nello stesso punto.

Roma-Juve è stata anche questo. Si aspettavano gli acuti dei capitani, ma alla fine il vero protagonista diventa Vincenzo Iaquinta, al suo primo incrocio doc ufficiale. In realtà Francesco Totti gli acuti li fa: segna la sua prima doppietta stagionale, sale a quota 155 ma i due gol portano con sé tanti rimpianti. «Lasciamo perdere...», la frase con cui declina gli inviti a parlare dopo il 2-2 con la Juve.

E se parliamo di rimpianti, il suo alter ego bianconero Alex Del Piero ne ha soprattutto uno: quello di aver sbagliato malamente un calcio di rigore, sparato alle stelle. Domenica scorsa aveva colpito tre pali, sembra quasi una maledizione. Del Piero vorrebbe scappare subito dopo la partita, ma l’antidoping lo trattiene nella pancia dell’Olimpico per almeno un’altra ora e mezza. E anche lui non ha nessuna voglia di parlare. Nemmeno dei colleghi d’attacco, che invece segnano: Trezeguet centra quota 100 in A all’Olimpico, Iaquinta «spizzica» un pallone al centro dell’area quel tanto che basta per anticipare Cicinho, al quale dà almeno venticinque centimetri, e scavalcare Doni. Il nome dell’attaccante calabrese spunta nell’elenco delle formazioni ed è una sorpresa per tutti. «È un modulo su cui si può lavorare - dirà invece alla fine Trezeguet -. E poi Vincenzo ci ha aiutato tantissimo, andava a destra e a sinistra...».

Ed eccolo il protagonista della giornata: Iaquinta sembra quasi frastornato dai complimenti. È emozionato almeno quanto fu al Mondiale dopo quel gol nella prima partita con il Ghana. E ora può aspirare a una maglia da titolare. «Ve lo assicuro, ho saputo di giocare solo stamattina (ieri mattina, ndr). Se il gol è nato da uno schema già provato in allenamento? Assolutamente no, sappiamo che Chiellini ha una lunga rimessa e quindi ci facciamo trovare pronti in area». La sua rete ha coronato una prestazione gagliarda dei bianconeri. «Siamo una squadra che non muore mai: a Cagliari segnammo al 90’, oggi (ieri ndr.) il gol è arrivato a cinque minuti dalla fine. Parlare di scudetto? Non esageriamo, l’importante è continuare con questa mentalità».