Totti, sempre più re del gol e degli impuniti

di The King of Rome is not dead. Il re di Roma non è ancora morto. Così stava scritto sulla maglietta della salute indossata e mostrata da Francesco Totti, domenica sera, allo stadio di Bari, dopo la vittoria giallorossa. E' un anno bello per i re. Per esempio in casa Windsor ne stanno aspettando uno a sorpresa, dopo il matrimonio di William. Per esempio "Il discorso del re" ha vinto l'oscar cinematografico. Diverso, e senza alcun accenno di balbuzie (detta "zagaja" nello slang romanesco), il discorso che the King of Rome ha rivolto al referee della partita, tale Russo: «A fracico, sei un pezzo di merda».
Sono scattati gli applausi per i duecento e sei gol del re, un record che lo lancia al quinto posto di sempre tra i cannonieri del nostro campionato, vestendo sempre la stessa maglietta, non quella della salute. Totti ha superato domenica a Bari i numeri di Roberto Baggio che ebbe il merito di andare in gol con diverse ditte, comprese Bologna e Brescia, non proprio il massimo della comodità. A differenza del "coniglio bagnato", Francesco Totti è un personaggio che parla parecchio in campo e fuori, si esprime come si deve e come lui sa, i suoi sodali lo intendono, non tutti gli avversari lo capiscono e alcuni arbitri, anzi, non lo ascoltano; accadde a Rizzoli per tre volte mandato a dar via l'organo e con Russo, incoronato a Bari dalle succitate parole regali.
Per una cosuccia del genere Zlatan Ibrahimovic è stato espulso e poi squalificato, giustamente, per tre giornate (il gentile invito era stato indirizzato all'assistente dell'arbitro che aveva poi riferito al suo capo). Totti non subirà alcuna sanzione, semmai Russo, l'arbitro sordastro, dovrà cambiare mestiere, a volte non vede, a volte non sente, però sa benissimo chi si trova di fronte.
Peccato: Totti resta un grande calciatore, grazie a lui la Roma ha raggiunto risultati illustri in questi anni e grazie anche a lui l'Italia di Lippi è diventata campione del mondo. Ma, come dice the King of Rome "life is now". Il resto so' fregnacce. Aho!