Totti si gode un’altra coppa e questa volta se la porta a casa

Imitato Cannavaro che aveva sequestrato quella mondiale

da Roma

Lacrime e sudore. Sogni e ambizioni. Il credo di Spalletti è raccolto in queste quattro, fondamentali parole. In quella Coppa, alzata al cielo di San Siro, ci sono due anni di lavoro, record e magie. Il presente premia un gruppo che ha saputo risollevarsi dalle ceneri del post-Capello. Magie, dicevamo. Come quelle dei quindicimila giallorossi sbarcati a San Siro per immortalare la storia e veder brillare il trofeo sotto il sole meneghino. O quelle dei cinquemila tifosi corsi all’aeroporto per accogliere la Magica ed urlare alla luna felicità ed orgoglio. Il termometro della Capitale segna temperatura altissime. Lo si capisce all’indomani del «grande giorno». Dopo una notte che Totti e compagni hanno vissuto tra brindisi e caroselli. «Vogliamo ripartire da questo gruppo – afferma il capitano - e con qualche innesto, faremo grandi cose». Come dire: guai a perdere i pezzi pregiati. Gente del calibro di Mancini, Chivu e Mexes. Proprio Totti che, dopo aver visto Cannavaro portarsi a casa nello scorso luglio la coppa del mondo, s’è preso la rivincita sistemando per tutta la notte la coppa Italia sul comodino della sua stanza, con vicini Ilary e i figli Cristian e Chanel. E ieri Totti ha restituito la coppa, portandola a Trigoria.
Rosella Sensi e il suo entourage lavorano per rinnovare il look alla squadra, darle uno sponsor internazionale e arricchirne l’organico. I nomi: Di Natale, Juan, Canini e Iaquinta, l’allievo di Spalletti ad un passo dalla Juve. La società scruta, si confronta con i vari manager. Tra questi Gilmar Veloz, procuratore di Mancini. «Del rinnovo parleremo a fine campionato – spiega a Radio Radio tv - ma è importante che i club interessati al giocatore parlino con la Roma».
C’è una festa nella festa. Doni, fresco di convocazione nella Seleçao, è raggiante. «Devo ringraziare la Roma per questo grande traguardo – dice a Rete Sport - e voglio restare qui oltre il 2009». Anche Pizarro e Taddei, a Centro Suono Sport, esprimono idee chiare. «Vorrei rimanere – ammette il cileno - ma non posso sostituirmi ai dirigenti». E il brasiliano: «Mi piacerebbe restare per tanto tempo e fare sempre di più per questa maglia». Una Coppa che offre spunti. Anche ad un esperto d’arte come Tonetto, ospite di RSA: «Una giornata unica che nessun pittore avrebbe potuto dipingere. Ho girato un video dei tifosi in festa: è bellissimo. Sono pronto a donarlo a coloro che lo vorranno». Non stupitevi, Roma è anche questa...