Totti tiene insieme la Roma Perrotta la fa volare in Europa

Marcello Di Dio

nostro inviato ad Atene

Sarà pure una Roma incerottata, ma in quanto a carattere non è seconda a nessuno. Lo dimostra la serata di Atene, difficile dal punto di vista ambientale. La squadra di Spalletti tiene bene il campo, soffre, rischia, ma alla fine tira fuori la personalità e le qualità tecniche superiori all’Olympiacos e colpisce inesorabilmente. Il gol di Perrotta (bello per costruzione e finalizzazione, una rete che premia la buona prova del centrocampista) regala tre punti pesantissimi in un gruppo di Champions che al giro di boa sembra aver già trovato le sue due regine: i giallorossi e il Valencia. Merito di Spalletti che ha saputo ricaricare i suoi dopo la caduta imprevista in campionato, ma anche della squadra che di fronte alla nuova emergenza infortuni ha saputo ovviare con la classe e la generosità.
Clima caldissimo al nuovo stadio Karaiskakis – a due passi dal Pireo - inaugurato per le Olimpiadi del 2004 (la nostra Nazionale guidata da Gentile, poi giunta al bronzo, ci giocò tre volte). Che sarà una serata infernale lo capisce subito Francesco Totti: dopo appena un minuto, mentre sta per battere un calcio d’angolo, viene colpito di striscio da un oggetto piovuto dalla tribuna. Tutto bene, per fortuna: il capitano giocherà anche una partita orgogliosa e ispirerà il gol vittoria. Cosa che gli permetterà di vincere l’atteso duello con Rivaldo, che invece regala rari sprazzi della sua classe. Spalletti recupera in extremis anche Ferrari, fermatosi nell’allenamento di rifinitura, spostando Cassetti a centrocampo dove ha le spalle coperte da Panucci, rientrato dopo il forfeit di domenica a Reggio Calabria. A centrocampo esordio europeo di Faty, impiegato solo per uno spezzone in campionato (Pizarro è sempre in Cile al capezzale della nonna in fin di vita).
La Roma cerca di prendere in mano il pallino del match per evitare di essere schiacciata dalla prevedibile ondata d’urto dei padroni di casa. De Rossi è il solito collante tra difesa e centrocampo e comanda le operazioni, tenendo comunque un occhio vigile (insieme a Faty, che dimostra personalità) sull’imbolsito Rivaldo. I giallorossi arrivano con difficoltà alla porta di Nikopolidis: si rivelano inutili i numerosi lanci lunghi per tentare di superare il centrocampo greco e impensierire i non irresistibili difensori di casa. Tanto che l’unico tiro della Roma nel primo tempo è un siluro senza tante pretese da 25 metri di Panucci che si spegne lentamente a lato. L’Olympiacos pian piano si riorganizza, guadagna metri e possesso palla. Così il finale di tempo diventa momento di passione per i giallorossi: a Chivu serve prontezza e sangue freddo per buttarsi sul tiro di Kafes, sulla punizione dell’ex interista Georgatos, mentre Konstantinou si vede strozzato in gola l’urlo del gol (l’azione era stata già fermata per un fallo in area di Anastolakis su Chivu e per una posizione di off side del greco). Si vede anche Rivaldo che prima da trenta metri stoppa il pallone e al volo impegna a terra Doni, poi pennella una punizione sulla testa di Konstantinou che colpisce la traversa. Nel mezzo il tiro di Castillo dal limite che costringe il portiere della Roma al volo plastico per salvare in corner.
Scampato il pericolo, la ripresa registra una Roma più ordinata, che cerca con maggiore convinzione di rendersi pericolosa. Totti fa un gran movimento al limite dell’area e al 10’ spara alto una conclusione ben preparata. Ma è Chivu ad avere l’occasione più ghiotta: punizione delle sue a girare, Nikopolidis compie un vero e proprio miracolo. L’Olympiakos lascia giocare i giallorossi, complice anche l’appannamento di Rivaldo (sostituito nel finale), ma anche per un calo fisico generale e improvviso arriva il gol: Totti vede lo scatto del nuovo entrato Rosi a destra, cross del ragazzino e Perrotta in scivolata sorprende sia Anatolakis che Nikopolidis. L’unica reazione greca è nel tiro di Maric, mentre Perrotta prima (bello l’anticipo di Julio Cesar) e Totti poi (solo davanti a Nikopolidis) sbagliano il 2-0. Ma va bene lo stesso, il futuro in Champions è sempre più roseo.