Totti trascina la Roma in vetta

Magia di tacco di Juan, Valdez espulso, rigore negato a Ceravolo e subito dopo il Pupone non perdona: segna e scatena i tifosi reggini

Reggio Calabria - La Roma invia un altro segnale al campionato. E lo fa in provincia, dove spesso si sono costruite annate importanti, come racconta la storia della serie A. «Gli scudetti si vincono con le piccole, ma questa squadra può vincere tutto, anche la Champions», sottolinea capitan Totti dopo la vittoria di Reggio Calabria. Nove punti nelle prime tre partite, come nei tornei-scudetto del 1942 e del 2001; primato solitario, evento che non accadeva dal 25 gennaio 2004 con il Milan primo inseguitore che aveva però una partita da recuperare; zero gol subiti nonostante l’infortunio di Doni alla fine del primo tempo (per il portiere brasiliano un trauma contusivo al fianco destro, il cui ematoma è stato limitato da un bendaggio, a rischio la partita di mercoledì in Champions). Numeri importanti che fanno già sognare l’esigente e passionale piazza giallorossa. «Il primato ha poca importanza dopo tre partite, anche se abbiamo vinto già due volte lontano da Roma – smorza gli entusiasmi Spalletti -. Forse le altre si sono nascoste per farci andare in testa... Se siamo da scudetto? Vediamo in allenamento domattina e poi ve lo dico».

Immancabile anche nel profondo sud il sigillo di Totti (153° in carriera e secondo stagionale) in una partita resa difficile dal caldo. «Dedico il successo e la mia rete a due persone che non ci sono più: Franco e Federico, il marito e il figlio di una donna (incontrata nel salotto di C’è posta per te su Canale 5, ndr.) rimasta ora sola con due gemelli», il messaggio del capitano giallorosso. Che poi ne aggiunge un altro più polemico, alla stregua di quello lanciato da Nesta (che come lui ha divorziato dall’azzurro) sabato a Siena: «In questo momento sto bene, sono uno dei pochi che non si è fatto male in Nazionale».

Chiaro il riferimento all’infortunio di Panucci, bloccatosi dopo Ucraina-Italia e assente forzato a Reggio, ma anche ai problemi fisici di Juan. Brillantemente superati dal brasiliano, come dimostra la prima apparizione da titolare: prestazione super e soprattutto il primo gol italiano. Che insieme alla scellerata espulsione di Valdez (entrata troppo dura su Perrotta), cambia il volto alla partita tra il 6’ e il 9’ della ripresa.

La Reggina, sicuramente inferiore a livello di qualità rispetto all’anno scorso, costruisce una partita tatticamente perfetta per almeno un tempo: ottimo il lavoro degli esterni di difesa, granitico il muro dei centrocampisti, sufficiente il lavoro di Amoruso per tenere palla in attacco. Dopo 38 secondi Totti perde l’attimo giusto per dare subito una svolta importante al match e i calabresi possono così tenere testa alla squadra di Spalletti, per una volta molle e statica.

Le emozioni migliori arrivano nella ripresa: il gol di Juan (un bel colpo di tacco su assist del solito Totti) e il rosso a Valdez già citati che spezzano le gambe ai reggini, ma anche la sagra degli errori della Roma (irritanti e non proficui i due cucchiai di Totti, clamoroso il tap in sbagliato da Perrotta a porta vuota). Rocchi nega un rigore a Giuly (Lanzaro, autore del fallo, e il portiere Campagnolo riconosceranno che il penalty c’era), ma la tifoseria di casa si accende per un fallo in area negato al giovane Ceravolo - le immagini danno ragione al fischietto fiorentino che magari esagera con il cartellino giallo -. Gli animi dei supporter calabresi, anche in tribuna, si scaldano troppo (e siamo appena alla terza giornata) con lancio di bottigliette in campo. «Basta continuare a prendersela con gli arbitri, sennò ci massacreranno», avverte il difensore Lanzaro. Un messaggio di grande responsabilità che vuole cancellare molte scene di isterismo del nostro calcio.