Tour fra le antiche fabbriche-monumento

La Gondrand in via Pontaccio, dal 1907 deposito di merci, oggi è lo showroom di Ferrè. Lo stile Liberty della «Bullona»

Matteo Chiarelli

Milano cuore e motore d'Italia. Primo perno industriale del nostro Paese. Milano città frenetica, sempre in trasformazione. Dalla metà dell'Ottocento i cambiamenti economico-sociali e i mutamenti sul territorio sono stati senza sosta. Agli antichi stabilimenti industriali sono subentrate più recenti strutture. Alle vecchie fabbriche si sono sostituiti moderni uffici. Ai quartieri operai hanno fatto posto nuovi complessi residenziali. Ma le tracce del laborioso passato cittadino rimangono visibili anche oggi.
Spesso gli edifici centenari sono ancora adibiti alle funzioni di una volta, in altri casi invece sono riadattati e riqualificati per differenti attività, museali o didattiche. Si è evitato così il possibile degrado di ampie zone, altrimenti destinate a completo abbandono. Così le fabbriche di un tempo, le stazioni ferroviarie, i quartieri operai rappresentano ora un'importante memoria storica tanto da essere studiate nell'ambito dell'«archeologia industriale», disciplina che analizza e preserva queste eredità, e da essere inoltre al centro di un nuovo fenomeno culturale, quello dell'«industrial tourism», la visita cioè a fabbriche aperte, insediamenti e collezioni d'azienda.
Nello storico quartiere operaio della Bovisa, ad esempio, in via Siccoli, è possibile osservare tre grandi gasometri delle «Officine del Gas», realizzati ad inizio Novecento ed oggi dismessi. In via Durando 10, invece, lo stabilimento della «Ceretti e Tanfani», fabbrica di elevatori costruita nel 1908, è divenuto da una decina d'anni la sede della Facoltà di Architettura Civile e di Design del Politecnico. La «Fernet Branca», celebre distilleria nata ai primi del secolo scorso, conserva tuttora la sua sede in via Resegone 2.
I diversi padiglioni dell'ex Ospedale Bassi di viale Jenner, costruiti negli anni '10, sono oggi parzialmente inutilizzati. In via Legnone 4 appaiono le palazzine dell'«Italcima», progettate nel 1934 da Giò Ponti come fabbrica di cioccolato. La sede dell'odierna Guardia di Finanza, in via Gioia 3-5, nacque intorno al 1840 come stazione ferroviaria e poi dogana.
Degli stessi anni è un'altra stazione, la Milano-Monza, in via Monte Grappa 12, ora sede di abitazioni e uffici delle Ferrovie. Sempre in via Monte Grappa, ma al numero civico 8, ci sono le ex «Cucine Economiche» (Mensa operaia). Edificate nel 1883 presso il quartiere Garibaldi, a quei tempi il più densamente popolato della città, il fabbricato conteneva un refettorio da 160 posti e distribuiva alimenti a buon mercato. Un'interessante opera di riconversione ha riguardato la «Gondrand» di via Pontaccio 21, dal 1907 utilizzata come rimessa e deposito merci, ora invece divenuta lo showroom dello stilista Gianfranco Ferrè. L'odierno centro culturale «La Fabbrica del Vapore» ha preso il posto del vecchio opificio «Carminati e Toselli» di via Procaccini 4, mentre la Centrale dell'Acqua Potabile di via Cenisio 39 è divenuta Museo Didattico dell'Acqua.
In via Piero della Francesca è possibile ammirare la Stazione ferroviaria Bullona, realizzata nel 1926 in stile Liberty. Da più di novant'anni invece rimangono in uso i «Magazzini Generali Ghisolfa», in via Delfico 52, grande struttura collegata direttamente alla ferrovia. In piazza Piemonte c'è la Centrale di Pompaggio dell'Acqua Potabile, realizzata nel 1905 dall'Ufficio tecnico comunale. La Richard Ginori infine, la cui sezione più antica risale addirittura al 1710, trova posto in via Morimondo 26. Per il futuro poi un grande progetto di riconversione ha già preso il via e interesserà la zona Garibaldi-Isola. Riguarda la cosiddetta Città della moda che avrà sede nei pressi di via de Castilla, vecchia area di fabbriche dismesse e già in parte demolite.