Tour, cacciato Rasmussen il danese in maglia gialla

Caos sulla Grande Boucle e su tutto il ciclismo. Dopo la vittoria sull’Aubisque la Rabobank caccia e fa ritirare il danese: &quot;Sottraendosi ai controlli a sorpresa ha mentito alla squadra&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=195415" target="_blank">Positivo al testosterone l'italiano Moreni</a></strong> che si consegna ai gendarmi

Michael Rasmussen, il dominatore del Tour de France, ha abbandonato la corsa. A chiederlo è stata la sua squadra, la Rabobank. Il motivo del dissidio sarebbe legato al fatto che il corridore avrebbe mentito alla squadra affermando di aver trascorso il mese di giugno in Messico quando invece si sarebbe trovato in Italia. Un episodio che ha mandato su tutte le furie l’Aso (l’ente che organizza il Tour), che ha fatto pressione in questa ultima settimana per stringere il cerchio sul ciclista danese. Ancora una volta, dunque, l’ombra del doping.

Rasmussen, che ieri si è aggiudicato l’ultima tappa pirenaica della Grand Boucle, era dato come grande favorito per la vittoria finale nonostante le polemiche e i dubbi su un presunto doping alimentati dall’essersi sottratto ad alcuni controlli a sorpresa: «Ha violato le regole della squadra, e non è sicuro che il team continui la corsa anche senza di lui. Decideremo questa notte», ha dichiarato un portavoce della Rabobank. Dunque, in virtù di un codice etico interno alla squadra, la società deciso di escludere il corridore, che da anni vive a Lazise, sul lago di Garda. La direzione sportiva, quindi, intende verificare se all’interno del gruppo qualcuno fosse a conoscenza dei comportamenti di Rasmussen. Di qui, la possibilità che l’intera Rabobank decida di abbandonare la competizione. Duro il direttore del Tour de France, Christian Prudhomme: «Abbiamo fatto tutto quello che potevamo per scacciare via i sospetti dal giro di Francia». Come ultima conseguenza dell’ennesimo colpo di scena che ha investito il Tour, c’è la nuova classifica generale, che vede testa lo spagnolo Alberto Contador, della Discovery Channel.

Un epilogo in tono dimesso dopo il trionfo sul Col de l’Abisque. E non lo volevano, speravano che andasse a casa, ma lui procedeva fiero e sicuro verso Parigi, con tanto di maglia gialla. Non lo volevano i francesi, abituati a fare i regolamenti a seconda delle simpatie e dei loro interessi (Valverde e Contador corrono, l’Amico di Birillo pure). Vincitore a Tignes, sul primo arrivo in salita, vincitore anche sull’ultimo: Michael Rasmussen si era confermato padrone delle montagne francesi e aveva dato la sensazione di poter vestire quella maglia fin sui Campi Elisi.

Ieri, il danese della Rabobank ha conquistato la 16ª tappa, Orthez-Col d’Aubisque (218,5 km in 6.23’21”, media 34,20 km/h) correndo da vero dominatore. Ha controllato la gara, lasciando sfogare Contador fino a un chilometro dall’arrivo, per poi staccarlo.La tappa si apre con il «sit in» di protesta contro il doping da parte di otto squadre (fra cui la Cofidis di Moreni). Quasi subito vanno in fuga Augé, Verdugo, Garcia, Acosta e Rinero, inseguiti da Sastre, Mayo e Soler, che li raggiungono dopo circa 110 km. Due bombe a basso potenziale esplodono, senza causare danni, nei pressi di Belagua, in Spagna: verranno rivendicate dall’Eta. I fuggitivi restano in 4 e scollinano con 2’25” di vantaggio. Ma il gruppo, tirato a turno da Rabobank e Discovery, li inghiotte uno a uno sull’Aubisque. Poi è il Rasmussen-show, prima del colpo di scena finale. Oggi la 17ª tappa, Pau-Castel Sarrasin di 188,5 km. Senza uno dei protagonisti più discussi.
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