Tour in crisi, Vinokourov positivo La disciplinare assolve Petacchi

Il kazako beccato dopo la vittoria nella cronometro di Albi. La sua squadra, la Astana, ha lasciato la corsa

Petacchi versa lacrime di gioia, il ciclismo versa in condizioni disperate, al limite della terapia intensiva.
Petacchi prosciolto dalla Disciplinare della Federciclismo, il ciclismo travolto ancora una volta da una positività illustre, quella del Rambo del ciclismo, dell’uomo mai domo e capace di correre con 15 punti di sutura su ogni ginocchio, dopo essere caduto nella quinta tappa del Tour, ma in grado di stringere i denti e andare avanti sopportando tutto il sopportabile: Alexandre Vinokourov.
Il kazako è stato trovato positivo alla trasfusione omologa sabato scorso, dopo la vittoria ottenuta nella cronometro di Albi. Il prelievo effettuato dopo l’arrivo dimostra, dopo le analisi effettuate dal laboratorio di Châtenay-Malabry, la presenza di due distinte famiglie di globuli rossi nel campione A. Questo significa, in altre parole, che Vinokourov ha fatto ricorso a trasfusione omologa poco prima della gara, utilizzando sangue di un donatore compatibile (con lo stesso gruppo sanguigno).
Il corridore della Astana, caduto, malconcio, ma nonostante tutto in grando di vincere alla grande due tappe del Tour e di lottare tra lo stupore generale (ma non di tutti), ha subìto lunedì un nuovo controllo dopo la vittoria di Loudenvielle-Le Louron. Questo nuovo campione è attualmente sotto analisi a Châtenay-Malabry ed è probabile che l’esito sia identico a quello di Albi.
Le trasfusioni omologhe, a differenza della autoemotrasfusione, sono riscontrabili dal 2004 grazie ad un metodo molto sofisticato messo a punto dal laboratorio di Losanna. Lo statunitense Tyler Hamilton fu il primo atleta controllato e trovato positivo con questo sistema in occasione della Vuelta 2004. Per questo il corridore americano fu squalificato per due anni.
Dopo la notizia della positività di Alexandre Vinokourov, gli organizzatori del Tour, che si portano dietro i fantasmi di Valverde, di Contador, di Rasmussen, ha fatto pressioni sull’Astana affinché impugnasse il «codice etico» del ProTour che prevede la sospensione immediata per le squadre nelle cui file si verifichino due casi di positività: alla vigilia del Tour, infatti, un altro corridore della Astana, il tedesco Matthias Kessler, era stato trovato positivo al testosterone e immediatamente licenziato. Senza contare il caso Mazzoleni, che ha chiuso il suo rapporto con il team svizzero-kazako in seguito al suo coinvolgimento nell’inchiesta «Oil for drug», la stessa che ha portato l’astista Gibilisco ad una squalifica di due anni.
Petacchi una squalifica l’ha evitata, anche se la Procura ha già annunciato che ricorrerà alla Caf (Corte di Appello Federale) e se è il caso anche al GUI (Giudice di Ultima Istanza).
Ad ogni modo la Commissione Disciplinare della Federciclismo ha prosciolto il velocista azzurro. Lo spezzino era finito a giudizio a causa dell'alto valore di «salbutamolo» che gli era stato riscontrato in occasione dell'undicesima tappa del Giro d'Italia, quella da lui vinta a Pinerolo.
Per Petacchi la Procura Antidoping del Coni aveva chiesto un anno di squalifica.
La Commissione Disciplinare, presieduta dall’avvocato Vincenzo Ioffredi, «ha ritenuto provata l’assunzione del farmaco salbutamolo a fini terapeutici e per via inalatoria - si legge nell’istanza - circostanze queste che non concorrono a integrare la violazione delle vigenti normative antidoping».
In poche parole, la difesa del velocista azzurro è stata in grado di dimostrare che l’abuso di Ventolin c’è stato, ma l’eccessivo utilizzo non ha modificato in nessun modo la prestazione sportiva. Petacchi può tornare a correre, la Procura, ricorre.