Tour de France, la cronosquadre tradisce Basso Arriva a 57" da Husvod: "Ora voltiamo pagina"

Hushovd, in maglia iridata, nuovo leader della Grande Boucle. Evans e Schleck volano e restano ai piani alti della classifica. E Contador recupera mezzo minuto su Ivan<br />

Les Essart - È meglio non far di conto e buttare via l'orologio. È meglio davvero fare come dice Ivan Basso, che dopo aver preso atto dalla piccola disfatta nella cronosquadre di ieri, dopo una salutare doccia ha invitato i compagni a «voltare pagina». Meglio non pensarci troppo e non stare lì a guardare i distacchi: non fa bene al morale. E la morale è una e una sola: «Si vive alla giornata. L'altro giorno sul Mont des Alouettes la vita ci sembrava tutta rose e fiori, e così non era. Lo stesso discorso vale per la crono di Les Essart. È andata male, ma è solo una battaglia: si può vincere la guerra…».
Ivan Basso fa il filosofo e guarda oltre il cielo azzurro che ieri pomeriggio è stato squarciato dal dio del tuono Thor Hushovd, che con la sua maglia dai colori de l'arc en ciel - dell'arcobaleno -, quelli che da sempre nel ciclismo contraddistinguono il campione del mondo, ha incantato gli sportivi della Vandea. Oggi da Olonne-sur-Mer ripartirà con il simbolo del primato per la quarta volta in carriera. Hushovd sogna di portare per la terza volta a Parigi la maglia verde della classifica a punti, quella che un anno fa finì sulle spalle del nostro Alessandro Petacchi. Per il momento copre la maglia di campione del mondo con quella gialla, che in quanto a prestigio forse è ancora più riconosciuta e riconoscibile. «Questa crono e questa maglia erano un obiettivo che avevo fin da questo inverno: sono felice», dice il gigante norvegese.

La cronosquadre di Les Essart è stata uno show di forza, velocità e tecnica. Trionfo americano: vince la Garmin di Thor Hushovd che fa meglio dei connazionali della Bmc di Cadel Evans e dei britannici del Team Sky di Bradley Wiggins. Giornata da dimenticare per la Liquigas-Cannondale e la Lampre-Isd, dicevamo. La formazione di Ivan Basso si deve accontentare della 15ª posizione, la Lampre di Cunego della 17ª: in pratica perdono su tutti i diretti avversari. Primo degli italiani Manuel Quinziato: nono nella generale a 4". Basso è 47° a 57". Davanti a lui ha tutti meno Contador, che ieri ha ripreso al varesino 29" e ora Ivan mantiene un vantaggio sullo spagnolo di Pinto di 45". Non c'è da fare drammi, ma non c'è nemmeno da stare allegri. Là davanti Evans e gli Schleck hanno già preso il largo: è il caso di non perderli di vista.

Oggi terza tappa: si lascia la Vandea per la Bretagna, si arriva a Rendon. Tappa per velocisti, per gente come Cavendish e Petacchi. Dopo il dio del tuono, i signori del vento: ma potrebbe essere ancora il giorno di Thor Hushovd.