Tour operator troppo reticenti sui Paesi a rischio

Dopo l’uccisione della ragazza a Malindi, ho deciso di scrivere per portare la mia testimonianza: sono stata aggredita una settimana prima, a Malindi, la sera del 28 dicembre da un delinquente che, per rubarmi la borsa, mi ha accoltellata, recidendomi 2 tendini della mano sinistra e procurandomi due tagli di 10 cm sul braccio destro. Scrivo per fa sapere che in quei Paesi il primo soccorso è inefficiente (pronto soccorso chiuso e senza medico, mezzi lenti e inadeguati) e solo grazie alla tempestività dei miei amici che hanno contattato il console italiano, che ha predisposto il mio intervento con medici qualificati, avrò la possibilità di non perdere l’uso del pollice-indice della mano sinistra. Inoltre se mi fossero state inferte ferite più gravi non so che fine avrei fatto. Ciò che mi sconcerta è la leggerezza dei Tour operator che non ci hanno avvisato della pericolosità del luogo e non hanno preso gli opportuni accorgimenti per tutelarci; tipo spostamenti solo con mezzi e non a piedi, esortazione a non girare con borse od oggetti visibili di valore e soprattutto personale che conosca i canali sicuri attraverso cui intervenire tempestivamente in caso di emergenza! Inoltre vorrei essere da esempio e dire a tutti i turisti di informarsi sui recapiti in caso di necessità (Farnesina, Ambasciate, centri medici) e di verificare la copertura assicurativa del pacchetto turistico per non subire come me, oltre al danno, la beffa di dover sborsare di tasca propria migliaia di euro perché le tariffe sanitarie sono di livello europeo.