Tour, a Super Besse il morso del Cobra Riccò

Ai 300 metri dall'arrivo in salita l'italiano stacca Valverde e vola in trionfo. Schumacher cade nell'ultimo chilometro, Kirchen maglia gialla. Cunego patisce il finale e perde 31&quot;, ma dice:<strong><a href="/a.pic1?ID=275249" target="_blank"> &quot;Non vi preoccupate&quot;</a></strong>

Super Besse - Il Cobra danza sui pedali. Balla sotto il solleone del Massiccio Centrale. La salita in verità è uno strappo di un chilometro e mezzo. I big della classifica, esauriti i gregari, stanno davanti a controllarsi. Si guatano, nessuno ha il coraggio di partire. E allora ci pensa Riccardo Riccò. Sempre lui, il romagnolo (di residenza, ma emiliano di nascita) antipatico, quello del secondo posto al Giro, lingua lunga, scatto bruciante quando la strada va all'insù, una lumaca a cronometro. Quello che alla Grande Boucle neanche doveva esserci. Invece ai 300 metri dall'arrivo del traguardo di Super Besse Riccò guarda negli occhi Valverde, la maglia gialla del primo giorno che cerca riscatto dopo una crono fallimentare, e in progressione se lo leva di ruota piomando sul traguardo con una bicicletta di distacco. La sua gioia si sfoga al microfono: "Mi sentivo bene già alla prima tappa. Oggi ho marcato Valverde, ai 300 metri ho visto tutti al gancio, io avevo ancora tanta forza e allora sono partito. L'avevo detto che avrei vinto qui". Poi sul suo punto debole: "Peccato a cronometro, in inverno dovrò allenarmi molto. Ma sono felice per la tappa al Tour dopo una stagione splendida come questa". Quindi l'omaggio allo scudiero di mille battaglie in salita, Leonardo Piepoli: "Fantastico come sempre, mi ha spianato la strada".

Classifica All'ultima semicurva Stefan Schumacher ci lascia la maglia gialla. Tocca la ruota di chi lo precede (Kim Kirchen) e va per terra. Becca una trentina di secondi dai migliori e lascia il primato sulle spalle proprio del lussemburghese Kirchen. Alle spalle di Riccò s'è detto di Alejandro Valverde (Caisse d'Epargne) insieme al resto della crema del Tour. L’australiano Cadel Evans (Silence Lotto), davanti al lussemburghese Frank Schleck (Csc) e al connazionale Kirchen (Columbia). L’altro italiano della Saunier Duval, Piepoli, che ha tentato la fuga ai 5 km dal traguardo e poi ha lasciato spazio al capitano, ha conquistato la decima posizione.

Cunego indietro Chi ha patito il gran ritmo dei due chilometri finali è Damiano Cunego. Il veronese, dopo l'ottimo risultato contro il tempo, non si è confermato su quello che dovrebbe essere il suo terreno: la salita. Forse troppo lavoro specifico contro il tempo ne ha "indurito" l'agilità. Ora l'uomo della Lampre, su cui sono puntane le poche fiches italiane di raggiungere il podio a Parigi, è quattrodicesimo in classifica generale (con due posizioni guadagnate) a 1'42" dalla maglia gialla. Secondo italiano in graduatoria è Matteo Carrara (a 2'55") mentre Riccò risale fino a 3'53" da Kirchen.

La generale Questa la nuova classifica: 1. Kim Kirchen (Lux) Columbia, 24 ore, 30 minuti, 41 secondi; 2. Cadel Evans (Aus) Silence-Lotto, +6"; 3. Stefan Schumacher (Ger) Gerolsteiner, +16"; 4. Christian Vandevelde (Usa) Garmin Chipotle, +44"; 5. David Millar (Gbr) Garmin Chipotle, +47"; 6. Thomas Lovkvist (Sve) Team Columbia, +54"; 7. Denis Menchov (Rus) Rabobank, +1’03"; 8. Alejandro Valverde (Spa) Caisse d’Epargne, +1’12"; 9. Stijn Devolder (Bel) Quick Step, +1’21"; 10. Oscar Pereiro (Spa) Caisse d’Epargne, st; 11. Samuel Sanchez (Spa) Euskaltel-Euskadi, +1’27"; 12. Carlos Sastre (Spa) Team CSC Saxo Bank, +1’34"; 13. Maxime Monfort (Bel) Cofidis, +1’40"; 14. Damiano Cunego (Ita) Lampre, +1’42"; 15. George Hincapie (Usa) Team Columbia, +1’45".