Tour, in volata Cavendish si divora la concorrenza

Il britannico si impone sul traguardo di Chatearoux. Sprint perfetto che regola Freire, Zabel e Husvod. Il primo degli italiani è Chicchi (9°). Schumacher resta in maglia gialla

Chateauroux - Lo sprinter dell'Isola di Man non si accontenta mai. Mark Cavendish dopo aver chiuso pari e patta con Bennati il conto delle volate al Giro (in verità 2-3 per l'azzurro, ma una l'inglese l'aveva lasciata a un compagno di squadra sulla linea), si iscrive sul registro dei velocisti che contano alla quinta tappa del Tour de France. E che posto ha scelto: qui dieci anni fa si impose Mario Cipollini. Sprint di potenza pura, controvento, un chilometro e seicento metri spianati, dritti, senza nemmeno una semicurva. Interminabili per il campione francese Nicolas Vogondy, corridore della Agritubel sponsor di tappa. In fuga da 221 chilometri, in compagnia dei connazionali Lilian Jegou (FDJ) e Florent Brard (Cofidis), nella tappa più lunga di quest'edizione della Grande Boucle (232 km), il transalpino è stato riacciuffato dagli sprinter a 50 metri dalla linea del traguardo. Poi favoloso il colpo di pedale di Cavendish che ha lasciato a una bicicletta Freire, "nonno" Zabel e il norvegese Husvod. L'inglese è sempre quello del Giro: potente e spietato. La squadra (che alla cora rosa si chiamava ancora High Road e qui è diventata Columbia) lo porta in carrozza fin sul rettilineo, poi ci pensa lui con la sua esplosività devastante. Dopo la ciclamino solo sfiorata a Milano, a Parigi potrebbe arrivarci in verde. Nella volata scompaiono gli italiani. Il primo, Francesco Chicchi (Liquigas), è nono. In classifica non cambia nulla: Schumacher resta in maglia giallo. Da segnalare la caduta di Alejandro Valverde nei primi 90 km del tracciato. Per lui solo una contusione e nessun problema in vista del primo esame del Tour. Domani, la sesta tappa che arriva a Super-Besse, sul Massiccio Centrale. Primo arrivo in salita con strappo finale temuto e temibile: si saprà chi non vince la Grande Boucle.