In tournée a Catania senza vedere Silvio

Era il 7 maggio di quest’anno: il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il segretario dell’Udc, Marco Follini, volarono entrambi per poche ore a Catania, per sostenere la riconferma a sindaco di Umberto Scapagnini. Il momento era delicato, dopo la pesante sconfitta alla elezioni regionali, la crisi di governo e la nascita del nuovo esecutivo. La coalizione usciva da una fase difficile e a Catania cercava la rivincita. L’Unione, che candidava a sindaco l’ex ministro dell’Interno Enzo Bianco, si dichiarava certa della vittoria e sperava che la conquista del capoluogo siciliano sarebbe stato il colpo di grazia a Berlusconi. Insomma nella Cdl era il momento giusto per dimostrare unità, ma a Catania Berlusconi e Follini si evitarono. Ognuno alla sua manifestazione, senza incrociarsi. «A Follini spedirò una cartolina...», fu la battuta di Berlusconi, rivolta a chi gli faceva notare la curiosa circostanza. E Follini glissò riferendosi alla ragion di partito: «A volte siamo schiavi delle nostre genti». In ogni caso, Scapagnini vinse a sorpresa, la Casa delle libertà si risollevò e l’Unione restò delusa. Quel mancato incontro non fu poi così tragico.