La tournée cinese dei maestri delle armi

Da sabato in mostra a Pechino pezzi rari e unici della celebre collezione bresciana «Luigi Marzoli»

È vero, come ritiene Willocks nel suo romanzo Religion, che sul campo di battaglia l’uomo mette a nudo il proprio essere, privo di ogni carica, etichetta e investitura. Ma se c’è una cosa di cui è meglio che non si privi, in quel momento di verità, è d’una buona armatura. Meglio se eccelsa, come quella sfoggiata da uno dei protagonisti e uscita dalla fornace di un grande armaiolo milanese del Cinquecento, sublime sposalizio tra eleganza formale e sostanza pratica. Ma la tradizione milanese non fu l’unica a illustrare, tra medioevo ed età moderna, l’Italia in quell’arte armiera così apprezzata da un capo all’altro del continente. Altro grande polo di produzione fu Brescia, da sempre punto di incontro tra arte e manifattura, cultura e commercio. Questi binomi si ritrovano oggi in una notevole mostra che prenderà il via sabato prossimo a Pechino, allestita nel Museo nazionale di Cina, dove saranno mostrati pezzi rari e in qualche caso unici di quest’antica tradizione italiana.
Sono 58 dei circa mille pezzi che compongono la celebre collezione privata Luigi Marzoli, una delle più importanti in Europa, normalmente ospitata nei Musei delle armi Angelo Marzoli di Palazzolo e dal Museo delle armi Luigi Marzoli di Brescia. La collezione Marzoli, industriale con la passione per l’arte e la storia, unisce manufatti preziosi, dove in molti casi le esigenze tecniche cedono il passo al gusto estetico: come, per esempio, nelle due rotelle da parata cui è dedicata la sala delle armature di lusso. Sono due rotelle - di cui una datata 1563 - rinomate per la fine lavorazione a sbalzo con sezioni dorate e il raffinato soggetto del trionfo di Bacco, che ne fanno vere e proprie opere d’arte.
Certo, non tutto verrà esibito in occasione della mostra in Cina, ma del resto anche i pezzi solitamente esposti in Italia non sono che una parte dell’intera collezione, davvero troppo vasta. Gli occhi degli oltre due milioni di visitatori che hanno già prenotato la visita potranno comunque ammirare elmi di pregio come i 22 centimetri della celata alla veneziana del 1460 circa, fornita con elementi in ottone dorato e velluto rosso, oppure una barbuta milanese del 1480 circa. Ovvero intere sale con parate di armature e lance nel classico e simmetrico ordine da esposizione, oltre a lame di pregio come un raffinato spadino di corte con fornimento a doppia valva, traforato e intagliato, elsa a «s» e lama a sezione triangolare e scanalata, risalente al XVIII secolo. Né potevano mancare le armi da fuoco, ben rappresentate con pistoletti da fonda con canne a due ordini, piastre incise alla fiorentina o moschettoni a miccia e schioppi da caccia, accompagnati dai classici polverini a trapezio, in legno ricoperto da lamine lavorate a sbalzo, tra i quali spicca lo stemma dei Medici.
Questo notevole evento nasce dalla collaborazione tra l’Associazione Angelo Marzoli, il Comune di Brescia, la Bipop Carire spa e altre aziende partner insieme alla corporazione cinese Huhan, oltre che dal sostegno del Consolato generale della Repubblica popolare cinese di Milano e su invito del ministero della Cultura e della Camera di commercio cinesi.
La mostra rimarrà aperta sino all’11 novembre a Pechino per poi spostarsi a Shanghai (presso l’Urban Hall Exhibition Center), dove rimarrà dal 18 al 23 novembre.