Toyota, come un de profundis i continui richiami di auto

Prima i tappetini, poi il pedale dell’acceleratore dei modelli più diffusi, quindi i fari e l’anomalia nella frenata di Prius e adesso lo sterzo della Corolla: i richiami (oltre 8 milioni) e le segnalazioni di difetti sulle auto Toyota si susseguono a ritmo impressionante, aprendo crepe sempre più profonde nella muraglia della qualità dalla quale il costruttore giapponese è stato finora circondato. Con l’ufficializzazione, ieri, del richiamo di oltre 430mila Prius di terza generazione (2.500 in Italia), auto da pochi mesi sul mercato e gioiello della tecnologia ibrida della casa giapponese, che si è trascinata dietro nella lista dei richiami anche alcune migliaia di Lexus Hs250h, il danno di immagine, con il coinvolgimento delle ibride e del brand di lusso Lexus, diventa impossibile da calcolare; al punto che Akio Toyoda, presidente della casa fondata dal nonno, si appresta a volare negli Stati Uniti per ricostruire la fiducia di milioni di automobilisti americani, sollecitato in questo anche dal governo giapponese che sta vivendo la crisi di Toyota come una catastrofe nazionale. A Toyoda, negli States, non basteranno gli inchini profusi nella conferenza stampa della scorsa settimana, giocata in casa, a Toyota City, perché ad attenderlo ci sono già 39 class action avanzate dagli agguerriti studi legali americani per ottenere il risarcimento della perdita di valore che i possessori di vetture Toyota hanno subito. Non si arriverà ai processi, perchè, come accade in questi casi, la casa offrirà un bonus per l’acquisto della prossima vettura, una consuetudine che però molti analisti ritengono che questa volta possa non bastare. I bonus, sommati agli interventi di ripristino delle auto richiamate, costerebbero a Toyota oltre 3 miliardi di dollari, ma ben di più, e in questo caso nessuno azzarda stime, potrebbero essere quelli necessari a risolvere le azioni individuali collegate a incidenti dove hanno perso la vita delle persone. Portare questi casi davanti a una giuria sarebbe pericolosissimo per Toyota perché potrebbe aprirsi, con un effetto domino, una voragine di azioni promosse per incidenti analoghi ma probabilmente non legati ai difetti segnalati. Difficile è immaginare uno scenario di questo tipo nei Paesi dell'Unione Europea, accusata dagli americani di essersi mossa con lentezza: ma anche qui l'immagine di qualità del costruttore è fortemente compromessa.