Toyota e Psa, rivali ma alleati

Enrico Artifoni

da Kolin

Ormai è un ritornello: il mercato è maturo, le prospettive sono nere e quando va bene, a fronte di investimenti enormi, il capitale viene remunerato solo in minima parte. Eppure c’è chi continua a investire nell’auto. È il caso di Toyota e del gruppo Peugeot-Citroën, due primi attori su scala globale che hanno dato vita a un’inedita alleanza per produrre moderne vetture da città, equipaggiate con tutto ciò che serve e a costo contenuto. La Toyota Aygo, la Citroën C1 e la Peugeot 107 sono i tre nuovi modelli che escono dalla nuova fabbrica di Kolin, nella Repubblica Ceca. Simili (hanno in comune il 92% dei componenti) ma ciascuno con la propria personalità. Frutto di una stretta collaborazione ma anche in feroce competizione tra loro per conquistare il favore del pubblico. Comunque vadano, per Toyota e per Psa sarà un successo. Perché la fabbrica appena inaugurata, ma in funzione già da fine febbraio può variare la sua produzione in qualsiasi momento, in modo da privilegiare la domanda dell’uno o dell’altro modello, a seconda di ciò che chiede il mercato. E poi perché l’impegno delle tre marche consente di assorbire facilmente la capacità produttiva di 300mila vetture l’anno che costituisce anche la massa critica necessaria per rendere produttivo l’investimento. Secondo Masanake Enamoto, presidente della società paritetica fra Toyota e Psa che gestisce lo stabilimento, il risparmio di costi ottenuto è addirittura del 40-50% rispetto a ciò che ciascun gruppo avrebbe speso per avviare l’iniziativa da solo.
Non era facile pensare di mettere insieme il colosso giapponese con il dinamico gruppo francese a proprietà familiare, due aziende non solo concorrenti ma profondamente diverse per cultura e metodi, per giunta in un ambiente come quello dell’Europa Centrale estraneo a entrambe. Eppure, come sottolineato da entrambi i presidenti, Fujio Cho per Toyota e Jean-Martin Folz per Psa, sinora è andato tutto nel migliore dei modi. Basti pensare che il progetto è diventato realtà nel tempo record di 5 anni: uno per passare dall’idea alla firma della joint venture, un altro per scegliere il sito e tre per costruire la fabbrica. Merito dell’oculata scelta del sito produttivo (la scelta è caduta su Kolin, a Est di Praga per la posizione strategica, le facilitazioni fiscali e la grande disponibilità di manodopera a basso costo) così come della chiarezza dei patti (l’industrializzazione a Toyota e gli accordi con i fornitori ai francesi).

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