Toyota Rav4, la vocazione di vincere

Sulla versione base 9 Airbag di serie. Giusto mix tra wagon e monovolume

Enrico Artifoni

da Sintra

Dodici anni fa, la Toyota Rav4 ha inventato la categoria dei Suv compatti. Cinque anni dopo, con il sostanziale contributo della nuova versione diesel, ha conquistato la leadership di mercato in tutta Europa, Italia compresa. E l’anno scorso ha confermato la propria supremazia nel segmento con due record: 18.535 immatricolazioni nel nostro Paese, oltre 600mila unità vendute sinora nel vecchio Continente. Guai, però, a cullarsi sugli allori. Al cospetto di una concorrenza sempre più folta e agguerrita, Toyota non è rimasta a guardare: ecco, quindi, la terza generazione del modello che ha cambiato lo scenario delle 4x4. La nuova Rav4 non tradisce l’originaria vocazione all’off road, ma porta a compimento un graduale processo di affinamento delle sue qualità stradali. E strizza l’occhio, con un abitacolo più spazioso e versatile, agli acquirenti di monovolume e station wagon. Sempre meno fuoristrada, insomma, e sempre più Suv.
Lo si capisce già dalla carrozzeria. Sono rimasti il portellone incernierato di lato e (solo sulle vetture destinate all’Italia) la ruota di scorta esterna: la tradizione è salva. Ma i tratti distintivi del vecchio modello, le forme prominenti e i tagli affilati che danno una sensazione di solidità, sono stati addolciti arrotondando le linee. La lunghezza è salita a 440 cm (15 in più), il passo a 256 (7 in più) e la larghezza a 182 (8 in più): i passeggeri, soprattutto quelli seduti dietro, stanno più comodi e il bagagliaio (con la capacità di 450 litri) è più capiente. L’interno punta su una qualità visibile e palpabile: disposizione ergonomica dei comandi, componenti assemblati con precisione, plastiche morbide al tatto.
Distintiva la plancia organizzata su due livelli e pratico il sistema che consente di ripiegare i sedili posteriori senza estrarre i poggiatesta: al semplice tocco di una leva si ottiene una superficie piatta. I progettisti hanno lavorato molto sulla meccanica, per migliorare la risposta ai comandi.
Le sospensioni sono state affinate ed è stato introdotto un sofisticato sistema di controllo della stabilità e della trazione che comprende l’aggiunta di coppia sterzante nelle situazioni critiche: in pratica, una sorta di controsterzo automatico che facilita l’azione del guidatore o la contrasta in caso di reazioni sbagliate. Un segno dei tempi è il sistema di trazione, non più integrale permanente, ma con distribuzione della coppia motrice sulle ruote anteriori, in percentuale variabile dal 55 al 100% a seconda delle condizioni della strada. A ciò si aggiunge l’introduzione al top della gamma di un potente motore diesel con turbo a geometria variabile.
Abbinato a un cambio manuale a 6 marce, il 2.2 D-4D da 177 cavalli e 400 Nm di coppia massima spinge la nuova Rav4 da 0 a 100 in 9,3 secondi, fino alla velocità di 200 orari. In alternativa lo stesso propulsore è disponibile nella più moderata versione da 136 cavali. Completa l’offerta e tiene alta la bandiera dei benzina un 2 litri VVT-i a fasatura variabile da 152 cavalli. Tre anche i livelli di allestimento: già sulla versione base sono di serie 9 airbag, controllo di stabilità e trazione, climatizzatore, radio con lettore di cd e altro ancora. Il ricco equipaggiamento si riflette inevitabilmente sui prezzi: si parte da 26mila euro per la Rav4 a benzina e da 27.900 per il diesel da 136 cv, fino ad arrivare ai 34.800 richiesti per la versione più potente, che avvicina questo Suv alle auto di lusso.