Toyota, il tonfo rimette la famiglia al vertice

Le grandi famiglie dell’auto si rimettono al volante. Anche questo è un forte segnale dei cambiamenti in atto nel settore. Dopo 14 anni un membro della dinastia Toyoda, il 52enne Akio, nipote del fondatore Kiichiro (facile l’accostamento con gli Agnelli, anche se il più giovane John Elkann, designato dal nonno a prendere le redini della Fiat, ha deciso di occuparsi della «cassaforte» a monte del Lingotto), si appresterebbe a diventare presidente del gruppo Toyota al posto di Katsuaki Watanabe, a cui è toccato rivelare il profondo rosso (1,2 miliardi di euro, il primo della storia) con cui la società chiuderà l’anno fiscale.
Da Nagoya non sono arrivate comunicazioni ufficiali sul cambio della guardia previsto ad aprile, ma il tam tam mediatico ha già fatto il giro del mondo. Una resa, quella di Watanabe, che subito contrasta con la decisione dell’americano Rick Wagoner di restare al vertice della Gm nonostante la gestione fallimentare del gruppo. A Watanabe, 66 anni, alla guida di Toyota dal 2005, e a cui va il merito di aver portato a termine il sorpasso proprio nei confronti della Gm, sarebbe riservato un incarico di consulente, come riporta il quotidiano Asahi Shimbun.
Al suo posto, dunque, sarebbe designato Akio Toyoda. L’attuale vicepresidente esecutivo, figlio di Shoichiro - che dopo aver regnato sull’azienda tra il 1982 e il 1992, ne è diventato presidente onorario - è il membro della famiglia in questo momento più impegnato a livello operativo.
Per Watanabe il declassamento deciso da Fitch e la possibilità che Moody’s faccia altrettanto, insieme ai risultati commerciali e di bilancio negativi, è stato uno choc troppo forte. Anche perché l’improvvisa situazione di difficoltà, in cui il gruppo si è venuto a trovare, sarà presto appesantita dai provvedimenti allo studio per far fronte al crollo delle vendite negli Usa. Toyota, in proposito, potrebbe licenziare parte dei 30mila addetti che lavorano nelle 14 fabbriche americane. «E in questo caso il gruppo di Nagoya - come sottolinea Bloomberg - andrebbe incontro a un altro record negativo: in 34 anni di presenza negli Usa, Toyota non è mai ricorsa a tagli del personale».
In Europa, intanto, è stato costituito un comitato per far fronte all’emergenza, di cui fa parte anche l’italiano Andrea Formica, senior vicepresident sales e marketing. «Nessuno si aspettava una crisi del genere - afferma il manager al Giornale - anche se buona parte del nostro calo è dovuta al cambio sfavorevole yen-dollaro. Anche in passato ci sono stati momenti difficili, ma il gruppo ne è sempre uscito rafforzato. Il comitato sta ponendo molta attenzione ai costi e alle efficienze della produzione, con l’impegno di sostenere i ricavi, grazie anche ai 13 nuovi modelli previsti, e la rete commerciale. Il 2009, comunque si presenta pessimo: ipotizziamo, in Europa, un calo del mercato del 15%-20% e un duro colpo anche alle vendite globali in Russia, con almeno il 30% in meno, e in tutto l’Est europeo».