«Tracce d’inchiostro, a rischio 1200 marche»

Controllati dai Nas 248 prodotti in due giorni. Il ministro Storace: i livelli riscontrati finora non sono nocivi

Eleonora Barbieri

da Milano

Non più soltanto il latte per bambini ma, anche, succhi di frutta, panna da cucina, mozzarelle: gli alimenti contaminati dall’Itx, la sostanza utilizzata nella stampa di alcune confezioni Tetra Pak, sarebbero molti di più. Dopo i sequestri dei giorni scorsi, che hanno coinvolto il latte liquido per l’infanzia Nestlè e Milupa, l’inchiesta si allarga anche ad altri prodotti: il nuovo allarme è stato lanciato ieri da due indagini, una di «Altroconsumo» e una del telegiornale Studio Aperto.
Le analisi dell’associazione dei consumatori hanno rilevato tracce di Isopropil TioXantone in nove prodotti su venticinque esaminati. Secondo i dati di «Altroconsumo», la sostanza chimica sarebbe presente sia in latticini, sia in succhi di frutta. In particolare, i prodotti risultati positivi sarebbero la panna da cucina «Parmalat chef», il latte a lunga conservazione Centrale del Latte di Milano e il latte di crescita «Babymil» della Milupa; «contaminate» anche una serie di succhi di frutta all’albicocca e alcune bevande a base di latte e frutta a marchio Carrefour. L’organizzazione ha presentato un esposto alle procure di Bologna, Milano, Parma e Verona, ai Nas, al procuratore aggiunto Guariniello e alla procura di Ascoli Piceno, che conduce l’inchiesta avviata dopo le contaminazioni riscontrate nel latte Nestlè e Milupa.
Il ministro della Salute Storace ha già attivato i Nas e l’Istituto superiore di sanità per ulteriori verifiche. Il ministro ha comunque ribadito che «l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare ha dichiarato, il 24 novembre 2005, che la presenza di Itx negli alimenti è considerata indesiderata ma, ai livelli riscontrati, non presenta rischi per la salute». I controlli comunque proseguono: solo negli ultimi due giorni i Nas hanno esaminato 248 prodotti in 197 esercizi.
La preoccupazione che altri alimenti, oltre al latte liquido per bambini, possano essere contaminati dall’Itx è stata sollevata anche da un’inchiesta del tg di Italia Uno: «Abbiamo acquistato sette prodotti al solito supermercato - ci spiega il giornalista Massimo Miori -, tutti alimenti confezionati in brick della Tetra Pak con stampa a colori, in offset, detta “Uv”. Cinque erano latticini e sono risultati tutti positivi, mentre non sono state trovate tracce nei succhi». Le analisi, condotte in un laboratorio certificato, hanno riscontrato percentuali di Itx nel latte fresco, intero e ad alta digeribilità, nel liquido della mozzarella e in due tipi di panna, una da cucina (ai funghi) e una da montare. La «migrazione» della sostanza sarebbe favorita nei prodotti grassi, come i latticini e dipenderebbe proprio dal tipo di stampa della confezione: secondo le stime, i tipi di prodotti coinvolti sarebbero milleduecento. La Tetra Pak, però, ha annunciato di aver interrotto la stampa offset “Uv” e smentisce i risultati di «Altroconsumo»: «Fatta eccezione per Babymil, tutti gli altri prodotti - ha spiegato l’azienda in una nota - sono venduti in contenitori che utilizzano un sistema di stampa privo di questa sostanza». Una posizione ribadita anche da Parmalat, Granarolo e Conserve Italia (marchio che comprende Derby, Yoga e Valfrutta): tutte e quattro le società hanno già annunciato azioni legali nei confronti di «Altroconsumo».