«Un tradimento scandaloso Ha l’obbligo di dimettersi»

Filo diretto
Vorrei dire ai lettori del «Giornale» che per manifestare il proprio «consenso» a Follini è sufficiente collegarsi al suo sito internet www.marcofollini.it (sezione contatti): perché non far sapere la nostra opinione direttamente a lui? Per quanto mi riguarda io ho già provveduto e mi sento a posto con la coscienza. Chissà lui?
Elettrice pentita
Sono anticomunista da sempre e ne vado fiera. Mi pento solo di aver votato alle ultime elezioni per l’Udc.
Rosetta Rago
Segnali premonitori
Vorrei ricordare un episodio raccontato dalla grandissima Oriana Fallaci in uno dei suoi ultimi libri in merito al Personaggio (volutamente non uso Signore, in quanto tale non è) Follini Marco. L’Oriana nazionale per l’appunto si domandava, nell’anno 2003 durante il governo Berlusconi, come mai a piazza Navona una sera sì e l’altra pure passeggiavano, tenendosi sotto braccia, Diliberto e Follini. Ecco ora la risposta.
Silvano Cozzi
Scelta coraggiosa
Vorrei esprimere al signor Follini tutta la mia solidarietà perché finalmente ha trovato il coraggio di essere se stesso: un traditore.
Vittorio Marino
L’antico vizio dc
Trovo scandaloso che un senatore eletto grazie ai nostri voti passi a sostenere il governo più comunista della storia repubblicana. I democristiani non cambieranno mai.
Andrea Nigro
Purtroppo Casini resta
È vero, ci siamo liberati di Follini ma quando ci libereremo di Casini? I cognomi sono già un programma, Folli-ni. Per Casini, i casini sono assicurati.
Eliseo Libranti
Caduta la maschera
Ringraziamo il cielo che Follini abbia gettato la maschera adesso. Il governo Prodi prima o poi cadrà ma perlomeno noi ci siamo tolti di mezzo Giuda. Il nostro futuro sarà più sicuro senza di lui.
Angelo Magliani
In corteo con Diliberto
Complimenti Follini, finalmente ci siamo liberati di te! D’altra parte sei degno di stare con loro che hanno ancora il coraggio di presentarsi in pubblico con quella loro tipica arroganza. Io non ho mai votato per te e bene ho fatto. Salutami Prodi e buon viaggio! Non dimenticarti di dare un bacino a Diliberto e a Giordano e di andare con loro la prossima volta che ci sarà una manifestazione, a bruciare le bandiere di Israele e quelle americane.
Rosanna Mattioli
Non voglio più votare
Sono nuovo a queste iniziative ma penso che la mia pazienza e quella degli italiani meritino un po’ più di rispetto da questi ipocriti politici di sinistra. Ho appena appreso che il signor Follini, che io ho avuto la disgrazia di votare, passa dall’altra parte. Sono incazzato come una iena, a tal punto che ho stracciato le schede elettorali di tutta la mia famiglia.
Elio Colombo
Facciamo i conti
Follini, tu hai tradito la mia fiducia. Nelle ultime elezioni ti ho portato ben 12 voti. Io non sono di sinistra, pertanto se trovo un appiglio legale o ci troviamo uno di fronte all’altro, ti presenterò personalmente il conto. Spero che Casini non si comporti come te.
Angelo Zattera
Una legge per fermarlo
Basta! Non è sopportabile quello che sta facendo Follini! Non è tollerabile che una persona votata dagli elettori per certe posizioni politiche possa liberamente cambiare poltrona senza essere sottoposto nuovamente al giudizio del popolo. Possibile che in Italia sia consentita una simile aberrazione? Non si potrebbe proporre una legge che impedisca tali assurdità?
Marco Giandotti
Princípi demoliti
Sostenuto da una giovanile, sentita militanza nell’Azione cattolica, ho votato Udc. Adesso Follini vende la sua possibilità di voto a Bertinotti, Caruso e ad altri esponenti di un’estrema sinistra che certo difendono valori diversi. Ora Follini tradisce chi lo ha votato. Chi lo accoglie demolisce i principi della democrazia. Il tutto con una superficialità e «facilità» stupefacenti. Mi domando che senso abbia votare se poi non esistono regole.
Alfredo Parodi
Dimissioni dovute
Personalmente il signor Follini ha tutto il diritto di aderire al centrosinistra ma come senatore, per il rispetto dovuto agli elettori che gli hanno accordato la loro fiducia nelle liste di centrodestra, deve dimettersi e ricominciare tutto da capo.
Bruno Cassissa