Tradito da Santoro, allievo senza etica

Il filosofo e intellettuale Pci ex professore del giornalista: "Quando
ho visto Annozero su Gaza ho pensato di aver fallito il mio compito di
docente. A nessuno è consentito affrontare certi temi come ha fatto
lui"

Professor Biagio De Giovanni, non vale pentirsi adesso.
«Negli anni Settanta avevo la cattedra di Filosofia morale all’Università di Salerno. Michele Santoro è con me che ha discusso la tesi».

Uscì con 110. E lode.
«La lode, è sicura?».

Sicura.
«Dopo aver visto Annozero su Gaza giovedì scorso ho pensato di aver fallito il mio compito di docente, se non gli ho insegnato l’onestà intellettuale, la sensibilità necessaria a comprendere il dramma delle vicende umane».

Ha scritto al «Riformista» che sente un senso di «malinconia e inanità».

«Ho termini grossi».

Usiamoli.
«Una trasmissione disastrosa, scandalosa anche nell’ambito del santorismo. La parola giusta è indignazione».

E sì che lei, che col Pci fu persino presidente della direzione per le relazioni con l’Urss, ne avrà viste delle belle.
«È come se avesse fatto una trasmissione sul bombardamento di Dresda mostrando solo 30mila bambini uccisi per dire poveri nazisti, americani cattivi».

Ha fatto bene Lucia Annunziata ad andarsene.

«Era al mio corso anche lei. Una lite pubblica fra due miei ex allievi».

Lode per Lucia, Michele bocciato.

«È partigiano e si sa. E io capisco che si possa tagliare con partigianeria una trasmissione politica. Ma quando si parla di vita e di morte non si manipola l’informazione. Su certi temi non è consentito, non te lo puoi permettere, c’è un’etica pubblica che deve andare al di là dell’audience».

Lo fa apposta per creare il caso?

«E dire che è un superdotato. Inventando Samarcanda ha cambiato il modo di fare tv. Annozero invece è una minestra riscaldata Michele è imbolsito, ripetitivo».

C’è stata una condanna bipartisan
.
«Chissà se gli servirà da lezione o se la userà per proseguire su questa strada».

Secondo lei?
«Io non sono per la censura, ma su una rete pubblica che ti chiede 107 euro di canone ci dev’essere una regolamentazione forte del dibattito, più che sulle altre reti».

Dovrebbe intervenire la Vigilanza?
«Bella battuta, stanno facendo fuori il povero Riccardo Villari».

Povero?
«Ha fatto una scelta istituzionale che va rispettata. Speravo che almeno il Pdl lo sostenesse».

Il Pd lo ha espulso.

«Già, il Pd».

Lo dica, coraggio.

«Qual è il progetto politico?».

Si dia una risposta.

«Non circola un’idea lì dentro».

Dice Veltroni che...
«Veltroni può dire quello che vuole, ma il dibattito non si è mai aperto, né poteva aprirsi».

Perché?

«Il Pd è l’unione di due corporazioni in lotta fra loro. Due oligarchie inconciliabili, ex Dc ed ex Pci sono sempre stati avversari».

L’amalgama non riuscito di cui parla D’Alema.

«Si rischia l’esplosione, il ritorno indietro. Il fatto che l’opposizione sia ridotta in questo stato è un grave danno per la democrazia».

Addirittura?

«Senza i partiti si rischia che prevalgano i personalismi, o il populismo».

Ora da ex comunista ci dirà che con Berlusconi c’è il regime.
«Se mai io tifo perché il Pdl nasca, e spero che la situazione del Pd non incoraggi Forza Italia e An a rallentare, perché siamo fuori tempo massimo e in politica i tempi sono decisivi».

Forza Italia e An litigheranno come Ds e Margherita?
«No, perché non sono mai state in conflitto. E hanno il vantaggio di essere al governo».

Che cosa ha sbagliato Veltroni?

«A parte la farsa delle primarie pilotate?».

Farsa a parte.
«E a parte l’errore dell’alleanza con Di Pietro?».

Di Pietro a parte.
«Veltroni l’altro giorno è venuto a Napoli e invece di sbaraccare tutto ha mediato. Lui non deve mediare, ma imporsi, farsi valere come leader».

Una parola.
«E allora che ceda la leadership. Invece sa come finirà?».

Come?
«Prenderà una batosta anche alle europee e andrà a casa».

C’è un modo per evitarlo?
«Ammesso che sia ancora in tempo, il Pd deve misurarsi con le riforme proposte dal governo, dalla giustizia al federalismo. Riempire le piazze contro il maestro unico è ridicolo».

C’è da rimpiangere il Pci.
«Io non ho nostalgie. Nell’89, a Muro di Berlino ancora in piedi, criticai Togliatti sulla prima pagina dell’Unità».

A 20 anni dalla morte disse che del Migliore si poteva anche dir male, fu il putiferio.

«Serve spirito critico. Quello che manca al Pd».

Lei invece faccia mea culpa per la lode.
«E sì che era così intelligente...».