Tradito da un tatuaggio. E dal rimorso

Confessa lo stupratore di Capodanno. Tre giorni d’interrogatori, comparazioni, testimonianze, alla fine Davide F., 22 anni, fornaio dell’Isola Sacra, Fiumicino, si presenta in Questura. «Sono io quello che cercate. Non ce la faccio più ad andare avanti con questo peso. Sono a pezzi e profondamente pentito. Quella notte lì non ci stavo con la testa». La fine di un incubo per Elisa, 23 anni, barista dei Castelli romani, che alla notizia della svolta ritrova la pace. Non solo. «Lo voglio incontrare, lo voglio guardare dritto negli occhi». La giovane stuprata ad «Amore 09», il mega-veglione di San Silvestro alla Fiera di Roma, dopo 23 giorni conosce il nome del ragazzo che ha abusato di lei.
Davide, inserito fin dalle prime battute delle indagini in una lista di 150 sospetti, da martedì era iscritto nel registro degli indagati. Una “rosa” di tre giovani con caratteristiche che corrispondono alla descrizione fornita dalla vittima. Come un tatuaggio su un braccio, fra gli altri, una canottiera nera e una felpa bianca con cappuccio. Indumenti già sequestrati dalla polizia scientifica in casa del presunto aggressore e sottoposti a perizie. In attesa degli esami di laboratorio, affidati alla dottoressa Patrizia Stefanoni, fra cui la comparazione del Dna e delle tracce biologiche “impresse” sugli indumenti intimi di Elisa, il pm Vincenzo Barba, sulla base della confessione firmata ieri da Davide, emette il fermo di pg. Atto che precede, dopo l’interrogatorio di garanzia davanti al gip, l’ordinanza di carcerazione.
A ricostruire la triste vicenda gli agenti della squadra mobile. I due, che si conoscono la sera del 31 dicembre, ballano in mezzo a centinaia di persone. Alzano il gomito Davide ed Elisa, si divertono come tutti aspettando la mezzanotte. La simpatia reciproca, però, si trasforma in violenza quando si appartano in bagno. «La serata inizia con un approccio amichevole - spiega il capo della squadra mobile di Roma, il vicequestore Vittorio Rizzi durante la conferenza stampa in via di San Vitale - poi il tragico epilogo, avvenuto in uno stato di forte alterazione psicofisica dovuto all’assunzione di sostanze stupefacenti e alcool». Un mix micidiale che, assieme allo choc subìto, fa perdere quasi completamente la memoria a Elisa. Fatto che complica le indagini. «La ragazza ricordava solamente alcuni capi di abbigliamento indossati dal giovane - continuano gli inquirenti - per cui abbiamo cercato di individuarlo anche dall’esame delle riprese delle telecamere». Come dire, una ricerca impossibile. O quasi. Grazie a intercettazioni mirate e ad alcuni testimoni si arriva a un primo identikit. Ma non basta a inchiodare il ragazzo. Ci pensa la sua coscienza: Davide, incensurato, figlio di una famiglia perbene del litorale, non ce la fa più a sostenere la parte. Il primo cedimento avviene nei giorni scorsi. «Le indagini già dal primo momento si erano soffermate su di lui - conclude Rizzi - poi i ricordi della ragazza, che progressivamente ha ricostruito il fatto, ci hanno aiutato ad avere conferme. Si tratta di un ragazzo di buona famiglia, certamente non è un criminale. Elisa, quando gli abbiamo comunicato che avevamo arrestato il suo stupratore, ci ha detto che adesso è più serena e in futuro vorrà persino incontrarlo».
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