Tradizione del Sud con Sportiello e i suoi Blue Napoli

Domani la formazione dei Blue Napoli, con la sua caratteristica e perfetta combinazione di jazz e canzone napoletana, sarà protagonista al Blue Note. Sul palco del jazz club saliranno, quindi, Rossano Sportiello (pianoforte e arrangiamenti), Gerry Gennarelli (voce), Giorgio Rosciglione (contrabbasso) e Gegè Munari (batteria), con ospite d’eccezione Carlo Atti (sax tenore). I Blue Napoli presenteranno alcuni brani tratti dal cd Musica e altri standard della canzone napoletana in versione jazz.
Sportiello racconta: «Ho iniziato a studiare la musica e il pianoforte perché innamorato sin da bambino della canzone napoletana: Renato Carosone era il mio eroe, colui che per primo inaugurò quella formula che, già dagli anni Cinquanta, riuscì ad accostare le grandi melodie della tradizione partenopea agli stilemi ritmico-armonici d’oltre Oceano. “Blue Napoli”, dopo più di mezzo secolo dall’input di Carosone, vuole riproporre la stessa affascinante sintesi. Swing, bebop, stride piano, blues funky, bossa nova sono il condimento con cui hanno voluto presentare, in veste originale, brani conosciutissimi. Gli arrangiamenti sono stati scelti nel rispetto dell’anima della canzone. Vi abbiamo aggiunto solo il comune sentire di noi interpreti e l’evidente piacere di suonare insieme. Mi auguro che il divertimento con il quale abbiamo realizzato questo disco possa essere condiviso anche dall’ascoltatore».
Il cantante napoletano Gerry Gennarelli suona il pianoforte e ascolta musica jazz dall’età di sei anni. Bravissimo interprete del repertorio napoletano, «Gerry» trasporta magnificamente in chiave jazzistica, senza violentarle, le armonie di alcuni dei più celebri episodi della musica del Vesuvio. Oggi canta e suona all’Anema e Core di Capri. Giorgio Rosciglione inizia a Palermo la sua carriera nel jazz; si trasferisce poi a Roma dove suona con i maggiori musicisti d’oltreoceano (Lewis, Grossman, Nistico, Hubbard ed altri). Dal ’67 è attivo in Italia con i più importanti gruppi nazionali e partecipa a numerosi festival sia in Italia che all’estero con musicisti del valore di Genovese, Rosa, Mussolini, Pierranunzi. Nel campo della musica leggera è stato impegnato con maestri italiani e stranieri, quali Perno, Canfora, Morricone, Bernstein.
Gegè Munari, figlio d’arte, inizia a suonare a Napoli agli inizi degli anni Cinquanta in complessi da ballo, ma riuscendo anche a partecipare a performance jazzistiche con musicisti napoletani, americani ed altri di passaggio, quali ad esempio Rotondo, Mussolini, Cantucci, Enzo Scoppa. Nel ’71 si trasferisce a Roma ed inizia un’intensa attività discografica collaborando con il gruppo di Gato Barbieri, con la «Swinging Dance Band» di Rosa, con Konitz e con Kessel.