Traffico: è caos a Parigi Secondo giorno di sciopero

Prosegue l'autunno caldo di Sarkozy innescato dai sindacati per dire no alla riforma pensionistica

Parigi - Nonostante l’offerta di dialogo fatta nella notte dal governo, in Francia lo sciopero nei trasporti tiene sotto scacco l’intero Paese. In seria difficoltà tanto il traffico ferroviario che la rete urbana a Parigi. E oggi milioni di persone hanno scelto mezzi di trasporto alternativi per andare al lavoro: moto, bicilette, persino i pattini per chi non ha voluto andare a piedi. I sindacati comunque hanno accettato di negoziare alla presenza del governo che ha dato un mese di tempo per risolvere il conflitto.

I sindacati protestano per l’intenzione dell’esecutivo conservatore di riformare i regimi speciali di accesso alla pensione di mezzo milione di lavoratori, tra i quali i dipendenti delle ferrovie francesi (Sncf) e quelli dei trasporti di Parigi e della regione circostante (Ratp). I sei sindacati ferrovieri e i quattro dei trasporti metropolitani hanno annunciato nella tarda serata di mercoledì che lo sciopero, iniziato nella tarda serata di martedì, durerà altre ventiquattr’ore. Poco dopo le 07 di stamani, le code sulle strade nella regione parigina raggiungevano i 277 chilometri (appena inferiori a quelle registrate mercoledì alla stessa ora).

In grande affanno anche il traffico ferroviario: si prevede che circoleranno 150 treni ad alta velocità dei 700 abituali e un regionale su tre. Per sopperire alle esigenze dei viaggiatori, in tutto il Paese è stato allestito un servizio di autobus in sostituzione di alcune tratte ferroviarie, con circa 2.000 vetture. A Parigi, secondo la società che gestisce le linee metrò, funziona uno su tre/quattro convogli; e il servizio è praticamente azzerato su due linee periferiche urbane.

Il governo francese ha dato un mese di tempo per risolvere il braccio di ferro. La Confederazione Generale del Lavoro (Cgt nell’acronimo francese), vero motore di questo sciopero, ha detto che intende continuare la protesta "fino a che non ci sono elementi nuovi", come ha spiegato il segretario generale, Bernard Thibault. Thibault però ha lasciata aperta la porta del negoziato a tre - tra governo, sindacato e aziende - per affrontare la questione.