Il traffico? Ci costa due settimane (e 1351 euro) l’anno

L’ASSESSORE MARCHI «Il Piano per la Mobilità Sostenibile darà i primi risultati già nel 2010: ci sarà una svolta per l’ingresso dei pullman turistici»

Traffico, quanto ci costi. In termini di salute e sicuramente economici. Il rapporto Cittalia 2009 sulle «Città Mobili», che analizza tendenze, domanda e offerta in quindici metropoli italiane, evidenzia che la congestione della circolazione pesa molto sui romani: 1351 euro l’anno per ogni autovettura, cifra nettamente superiore rispetto alla media nazionale (810 euro). Il conto viene pagato in benzina sprecata e in tempo perso. Roma purtroppo si piazza nella parte bassa della classifica delle sei città metropolitane, con un voto di 3,5, di poco avanti soltanto a Napoli (3,4), e dietro Torino (5,8), Genova (4,8), Milano (4,6) e Palermo (3,9).
A pesare enormemente sulle difficoltà della capitale è di certo il flusso crescente di pendolari, aumentato tra il 2001 e il 2009 dell’8,9 per cento. Nello stesso periodo la richiesta di trasporto pubblico è aumentata del 22 per cento. Ma le vetture per abitante sono ancora troppe. Anche se il tasso di motorizzazione si è ridotto di otto punti percentuali, circolano infatti settanta auto ogni 100 abitanti, mentre nel resto della penisola la media è di 60. A peggiorare il quadro, l’esercito di motorini che ogni giorno sfreccia per le strade. Il numero di motocicli è cresciuto del 45 per cento e ce ne sono 15 ogni cento persone, contro una media italiana di nove.
Il risultato è il traffico, che non concede tregua. Ogni romano trascorre in media 74 minuti al giorno in auto (a Milano 60, a Napoli 63), percorrendo una media di 31 chilometri, con una velocità media di 23 chilometri all’ora, comunque di molto superiore a quella dei mezzi pubblici metro escluse (12). Il rapporto punta i riflettori anche sugli incidenti stradali. Se è vero infatti che la velocità di spostamento con la propria auto è doppia rispetto a quella dei mezzi pubblici, lo è altrettanto che gli incidenti stradali costano in media 356 euro pro-capite, 96 in più rispetto alla media della penisola. Il tasto dolente rimane invece quello delle infrastrutture, nonostante i recenti lavori di avvio della metropolitana. In questo ambito Roma è fortemente in linea con le altre grandi città europee, incapaci di tenere il passo con la crescita sociale ed economica. Così la rete metropolitana negli ultimi sette anni è ancora in situazione di stallo, mentre quella dei trasporti pubblici su gomma ha raggiunto risultati importanti e un’estensione che è un quarto del totale delle 15 città. Escalation vertiginosa anche per i parcheggi che in sette anni sono cresciuti del 95 per cento e per la rete ciclabile (308,7 per cento).
Infine per quanto riguarda la spesa in conto capitale investita in viabilità e trasporti il Comune di Roma è l’unica amministrazione che ha fatto registrare nel periodo 1998-2007 una crescita positiva. «Il deficit in materia di traffico e mobilità registrato dall’Anci è il risultato non solo dell’aumentata domanda dei pendolari, ma soprattutto delle carenze infrastrutturali che Roma eredita da decenni di mancata programmazione nel rispondere alle reale esigenze dei suoi cittadini», ha commentato l’assessore alla Mobilità Sergio Marchi.
Per correre ai ripari il Comune ha presentato a ottobre un Piano Strategico per la Mobilità Sostenibile, che dovrebbe migliorare l’accesso di persone e merci da e verso Roma, incrementare la ripartizione modale a favore del trasporto pubblico su ferro e su gomma e rilanciare il piano parcheggi. «Obiettivi che saranno raggiunti grazie alla progressiva pedonalizzazione del centro storico, resa possibile dall’ampliamento del parcheggio di villa Borghese previsto entro fine 2013 - ha sottolineato Marchi -. Ma i primi risultati si avranno già nel 2010, anno della svolta per la distribuzione delle merci e per l’ingresso dei pullman turistici nella città eterna. Il piano pullman sarà presentato in giunta già prima di Natale. Al netto di questi primi interventi si avrà una sicura razionalizzazione del traffico. Auspichiamo che anche la Regione Lazio, presto, faccia la sua parte».