Traffico d’armi e attacchi contro i migranti: la rivolta in Germania parte dal web

Mentre il Paese è scosso dal caso dell’estremista di destra Mario Rönsch, internet diventa il canale di espressione dell’odio contro i rifugiati. E c’è chi passa dalle parole ai fatti.

DA STOCCARDA – È in fuga da mesi, l’estremista di destra tedesco Mario Rönsch. Stando a un suo post su Facebook, si sarebbe rifugiato in Crimea. Ma le autorità pensano si tratti solo di una beffa, e che si trovi invece in Ungheria, dove aveva sede legale il suo sito, migrantenschreck.ru (letteralmente: ‘il terrore dei migranti’) da cui nei mesi scorsi aveva venduto centinaia di armi illegali in Svizzera, Austria e soprattutto in Germania. Il tutto mentre incitava alla violenza contro rifugiati e politici, gettando nel panico le forze dell’ordine, che non sono riuscite ancora ad arrestarlo. Sembra un romanzo nero, frutto di una fantasia malata o inquieta. Ma non lo è: questa è la realtà della Germania di oggi, dove un sottobosco di estremisti sempre più capillare e organizzato si fa strada, turbando il sonno di molti e ponendo seri interrogativi sul futuro del Paese.

Non ci va per il sottile Rönsch. «Saluti da Yalta. Fottiti, Merkel!», si leggeva in suo messaggio sui social ora rimosso. In un video pubblicato sull’account YouTube del suo sito si vede invece un uomo a volto coperto prendere a pistolettate alcune foto della cancelliera, del presidente tedesco Gauck e del leader dei verdi Cem Özdemir. O in un altro ancora, un uomo colpisce con fucile un manichino di un uomo di colore. Una macabra réclame che però, a vedere i dati di vendita delle armi sul sito, ha fruttato un notevole successo. E questo il primo luogo nell’est della Paese, da cui proviene lo stesso Rönsch, territorio oggi paradossalmente – si tratta infatti dell’ex Germania comunista – con una forte presenza di estrema destra. Ma non solo: ci sono anche professionisti e cittadini insospettabili fra i suoi clienti, e gli acquirenti sono distribuiti in tutto il territorio nazionale. Un totale di oltre 300 armi vendute solo lo scorso anno per un giro di affari che si stima che abbia superato ampiamente i 100.000 euro.

Il 24 gennaio ha avuto luogo un raid della polizia in 29 abitazioni in tutto il Paese, dove sono state sequestrate 40 armi illegali vendute su questo sito. Manca però ancora all’appello Rönsch, 33 anni, un passato da attivista di estrema destra nella sua città, Erfurt, e una grande passione per Vladimir Putin. Non lo si vede in pubblico ormai dal maggio 2016. Sul sito, basato su un server russo, si potevano comprare «pacchetti completi terrorizza-migranti HD130 superior», che includevano munizioni e un fucile all’apparenza simile a un Kalashnikov, o un fucile a doppia canna «DP 120 Bautzen edition», dal nome di una città nota per gli atti di violenza compiuti contro i rifugiati, fra cui il rogo appiccato lo scorso febbraio ad alcuni alloggi. Un fenomeno, questo, che ha in Germania vaste proporzioni e ammonta negli ultimi anni a centinaia di casi.

Esplicito lo slogan che accompagnava la vendita delle armi: «Se non vuoi che la tua città diventi un posto senza legge in mano ai rifugiati, se vuoi proteggere le tue donne e vuoi mantenere agibili le zone pedonali – agisci adesso!» Queste spaziavano da archi e frecce, a scacciacani, spray paralizzanti, e a pistole e fucili con proiettili di gomma con una potenza che eccedeva di molto quella consentita dalla legge. Armi capaci, come riporta un esame balistico riportato dalla stampa tedesca, di produrre anche gravi ferite. Oltre al portale già ricordato, Rönsch è stato l’animatore anche di Anonymous.Kollektiv, un sito molto noto in Germania che era arrivato ad avere oltre due milioni di fan su Facebook prima della sua chiusura. Stando a quanto riferisce la stampa tedesca, il sito sarebbe stato un canale di espressione per il diffuso risentimento contro gli stranieri, con frequenti episodi di bufale.

Ma il caso di Rönsch, per quanto estremo, non è che la punta di un iceberg di un fenomeno di vasta portata che investe da tempo il web di lingua tedesca. Se i media si mantengono compatti nel loro supporto alla politica dell’accoglienza della Merkel, è proprio internet allora a diventare il canale privilegiato di un’inquietudine che, oggi più che mai, sembra scuotere il Paese. Il tutto mentre si moltiplicano i casi di violenza, non solo ad est, e gli attacchi contro gli stranieri sono in continua crescita. La realtà nella Germania della Merkel – che i media amano contrapporre come esempio positivo all’America di Trump – è molto diversa da come ci viene descritta.