Traffico illecito di rifiuti: arresti in Campania

Maxioperazione dei carabinieri del Noe di
Caserta e Salerno contro il traffico illecito di rifiuti
speciali. In corso arresti,
perquisizioni e sequestri nelle province di Caserta, Avellino e
Salerno. Sottoposto a sequestro un laboratorio di analisi che rilasciava
false certificazioni

Roma - Maxioperazione dei carabinieri del Noe di Caserta e Salerno contro il traffico illecito di rifiuti speciali. Su disposizione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, sono in corso arresti, perquisizioni e sequestri nelle province di Caserta, Avellino e Salerno. Agli indagati sono contestati i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, truffa e falso in atto pubblico. Nel corso dell’operazione è stato sottoposto a sequestro un laboratorio di analisi che rilasciava false certificazioni sulla tipologia di rifiuti speciali a varie aziende campane, al fine di consentire illecitamente lo smaltimento in impianti autorizzati.

La maxioperazione L’odierna operazione denominata "Carte false", seguita all’operazione "Chernobyl", ha consentito di deferire all’autorità giudiziaria 24 persone residenti nelle province di Caserta, Salerno e Avellino indagate a vario titolo in concorso per "associazione a delinquere, traffico organizzato illecito di rifiuti, falso ideologico commesso in atto pubblico, disastro ambientale". I carabinieri hanno inoltre chiesto il sequestro del laboratorio di analisi "Ecoscreening srl" sito nel comune di di S. Egidio Monte Albino (Sa) che già nel corso della precedente attività investigativa era stato individuato come il laboratorio del quale si avvaleva l’ impianto di compostaggio della "So.ri.eco. s.r.l." di Castelnuovo di Conza (Sa) per la redazione di certificazione analitica che, stando al tenore delle conversazioni telefoniche all’epoca intercettate, appariva essere "falsificata". È stata inoltre chiesta l’emissione di tre ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di titolari e dipendenti del laboratorio di analisi.

Le indagini degli inquirenti "L’indagine - spiega una nota dei Carabinieri - ha evidenziato come il traffico illecito di rifiuti in Campania non necessita più esclusivamente di imprese e manovalanza senza scrupoli disposta a smaltire tonnellate di rifiuti nocivi in fondi ma, grazie alla compiacenza di incaricati di un pubblico servizio quali sono o laboratori di analisi, con l’elaborazione di falsi certificati è stato consentito a numerose aziende operanti nel settore dei rifiuti di smaltire, in apparente stato di legalità, ingenti quantitativi di rifiuti speciali (fanghi) provenienti dagli impianti di depurazione della Campania, contribuendo in modo determinante a concorrere nel disastro doloso ambientale provocato dallo spandimento degli stessi su terreni agricoli con illegittimo abbattimento dei costi previsti per legge per il loro corretto smaltimento".

I mandati d'arresto L’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari è scattata per Raffaele Giorgio, nato a Pagani (Sa) nel 1953 e residente a Sant’Egidio del Monte Albino, il titolare del laboratorio di analisi Ecoscreening Patrizia Laudisio, nata a Sarno (Sa) nel 1978 e residente a San Valentino Tori (Sa) e il dipendente del laboratorio Pasquale Velleca, nato a Scafati (Sa) nel 1967 e ivi residente. Il gip ha emesso il decreto di sequestro preventivo relativo al laboratorio, dove venivano materialmente emessi i certificati necessari allo smaltimento illecito dei rifiuti speciali del valore complessivo di circa 1,5 milioni di euro. La procura ha emesso inoltre 9 decreti di perquisizione nei confronti di titolari di ditte e aziende che hanno beneficiato delle false certificazioni del laboratorio «Ecoscreening» per poter smaltire illecitamente i propri rifiuti nelle province di Salerno, Avellino e Caserta.