Traffico in tilt per lo sciopero

Lo sciopero dei trasporti pubblici ha registrato ieri un’adesione massiccia finendo col mettere in ginocchio la città. Secondo i dati comunicati dall’Atac il 71,4 per cento dei mezzi di trasporto di superficie è rimasto nelle rimesse, mentre sul fronte del trasporto extraurbano si è astenuto dal lavoro l’81,71 per cento degli autisti Cotral con conseguente annullamento del 83,24 per cento delle corse. La protesta, inscenata nell’ambito della vertenza per il rinnovo del biennio economico del contratto nazionale che è scaduto ormai da undici mesi, è stata dunque un autentico successo.
A farne le spese, ancora una volta, i pendolari e i cittadini della capitale. «Se è vero che ogni giorno i nostri treni trasportano un milione di persone - ha tenuto a puntualizzare in una nota il presidente di Met.Ro. Stefano Bianchi - allora significa che un milione di persone si è spostata a piedi oppure ricorrendo all’uso di un mezzo privato». Inevitabile la paralisi del traffico. Fin dal mattino si sono verificati rallentamenti e ingorghi un poco ovunque e in particolare sul raccordo anulare e sulle vie consolari. La situazione poi è peggiorata nel pomeriggio, al termine dell’orario di lavoro, quando si è intensificata la circolazione: traffico in tilt sulla via Tiburtina, sulla via Salaria, sul Muro Torto, sulla Tangenziale est, nella zona del Foro Italico e a San Giovanni.
Scusandosi con gli utenti per i disagi arrecati, il segretario generale della Filt-Cgil di Roma Mario Guerci ha espresso «grande soddisfazione per la piena adesione da parte dei lavoratori allo sciopero» e ha invitato le istituzioni a un maggiore impegno al fine di approdare al più presto a una soluzione. Fiduciosa in proposito il segretario dell’Ugl Renata Polverini: «Lo sciopero che abbiamo indetto a quanto pare non è stato vano. Le risorse annunciate in finanziaria per i rinnovi contrattuali del trasporto pubblico locale sono un punto di partenza, però non bastano assolutamente a risolvere il problema. Servono almeno 280 milioni di euro. Perciò occorre che tutti i soggetti interessati da questa vertenza facciano la loro parte. Altrimenti dovremo ricorrere ad altre iniziative di lotta che, oltre a rappresentare un sacrificio per il lavoratore, creano notevoli fastidi al cittadino».
In assenza di sviluppi positivi Ugl, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa-Cisal minacciano infatti un nuovo sciopero in cui però, a differenza di ieri, non verranno rispettate le fasce orarie di garanzia. «Il disastro del trasporto locale - affermano in una nota le sigle sindacali coinvolte - si può ancora evitare. Ma se la vertenza non si sblocca allora il 13 dicembre i lavoratori sciopereranno di nuovo e organizzeremo una manifestazione nazionale a Roma».