Tragedia ad Asiago, tre morti in auto

I tre corpi senza vita in un'auto a Campomulo di Gallio, sull'altopiano di Asiago, vicino alle piste da sci. Un finanziere in congedo, Sergio Colella, ha sparato alla moglie, Rosa Finco, e al figlio Alessandro di 15 anni. Poi si è tolto la vita<br />

Vicenza - Tre persone sono state trovate morte all’interno di un’automobile in località Campomulo di Gallio, sull’altopiano di Asiago, nel Vicentino. Si tratta di Sergio Colella, finanziere di Vicenza in congedo per malattia, la moglie Rosa Finco e il figlio di 15 anni. Potrebbe trattarsi di un caso di omicidio-suicidio. Stamani qualcuno ha notato un'auto ferma e con il finestrino rotto. Avvicinatosi all'abitacolo ha dato una sbirciata al suo interno facendo la macabra scoperta. I tre corpi era quasi congelati dal freddo. Secondo i primi accertamenti dei carabinieri  l’omicidio-suicidio sarebbe avvenuto nella tarda serata di ieri.

L'auto nel parcheggio Secondo una prima ricostruzione dei fatti l’ex finanziere Colella avrebbe convinto nel tardo pomeriggio di ieri la moglie e il figlio ad andare con lui fino al parcheggio che si trova poco lontano dalle piste da sci di fondo. Qui, una volta fermata la vettura, avrebbe esploso alcuni colpi d’arma da fuoco contro la moglie, che era alla guida, e il figlio Alessandro, che era seduto accanto alla madre. Poi, avrebbe rivolto l’arma contro di lui uccidendosi. L’auto è stata segnalata giovedi mattina, ma ci sarebbero dei testimoni che l’hanno notata anche mercoledi. Il mezzo era fermo in una zona isolata, coperto dalla neve.

Il finestrino rotto La vettura, un’Opel Meriva, è stata notata nella tarda mattinata da alcune persone e una di queste si era avvicinata incuriosita dal fatto che un finestrino era rotto. Una volta visti i corpi all’interno è stato dato l’allarme e sul posto sono intervenuti i carabinieri. Poco dopo è giunto anche il pm e il comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Antonio Morelli.

La malattia dell'uomo Colella era in congedo dal 2007, quando aveva scoperto di essere malato di una grave forma tumorale. Negli ultimi mesi sembrava avesse vinto la malattia, ma non era ancora in grado di tornare al lavoro. Per uccidere moglie e figlio non avrebbe usato la pistola d’ordinanza

Biglietto d'addio Non voleva che moglie e figlio soffrissero come lui ha sofferto a causa delle malattia: questo il senso del biglietto d’addio scritto da Sergio Colella. Il bigliettino, in cui in poche righe parla della sua sofferenza e del fatto di non volere "che mio figlio e mia moglie debbano conoscerla nello stesso modo", è stato trovato in serata dai carabinieri nel portafoglio dell’uomo.