Tragedia in un cantiere dell’Aler: operaio cade dal 5° piano e muore

Un morto e un ferito, è il tragico aggiornamento degli infortuni sul lavoro in città, un rosario di nomi ed episodi che continua ad allungarsi e aumentare in progressione geometrica. Le ultime vittime sono Antonio Piromalli, 57 anni, deceduto in circostanze ancora tutte da chiarire, e Giovanni G., 38 anni, ferito al capo dal verricello, entrambi dipendenti di imprese edili.
L’incidente più grave in via Amadeo, Città Studi, all’interno del complesso che ospita tre condomini di edilizia popolare, situati ai civici 29, dove è avvenuto l’infortunio mortale, 31 e 33. Nel maggio del 2005 erano iniziati i lavori, finanziati dall’Aler con 3 milioni di euro, per il recupero del sottotetto, dove poter ricavare altri 42 alloggi, posti al quinto piano. L’intervento doveva terminare lo scorso settembre, ma in realtà si era poi protratto per un altro paio di mesi, tanto che i ponteggi esterni erano appena stati smontati. I lavori proseguivano pertanto all’interno per le ultime finiture, a cui era addetto appunto Piromalli, dipendente della UrbEdil con sede in via Selvanesco. Ed è proprio questo il mistero: non c’erano più lavori da fare sul tetto, o in qualsiasi altra parte esterna, e la vittima era un piastrellista, teoricamente addetto solo alle opere interne.
Dunque l’uomo, sposato, padre di due figli, residente in via Scaldasole 3, zona Navigli, è precipitato dal quinto piano «per cause ancora in corso di accertamento». La vittima è finita sui giardinetti sottostanti, un’area verde recintata da una cancellata, che è stata abbattuta dai vigili del fuoco per consentire l’intervento del 118. I Sanitari però hanno solo potuto constatarne il decesso. All’incidente comunque avrebbero assistito alcuni colleghi, molti dei quali stranieri, che, evidentemente scossi, si sono però rifiutati di spiegare la dinamica ai rappresentanti territoriali della sicurezza, subito arrivati in via Amadeo per cercare di capire cosa fosse successo.
«Mio padre era solo e quando è caduto nessuno se n’è accorto - dice ora Vincenzo, figlio della vittima -. Se ci fosse stato qualcuno accanto a lui magari l’ambulanza sarebbe arrivata prima e si sarebbe potuto salvare. Adesso però voglio sapere il motivo della sua morte».
Se l’è cavata invece con una profonda ferita al capo, Giovanni G,. 38 anni, impegnato l’altro pomeriggio nella ristrutturazione di uno stabile di via Regina Giovanna 41. L’uomo stava manovrando un montacarichi quando il verricello ha ceduto e l’ha colpito in testa. Il muratore è stato ricoverato al Policlinico per accertamenti. Data la dinamica è probabile che il gancio non fosse stato ancorato bene e l’uomo non indossasse il casco protettivo, come impongono le norme sulla sicurezza nei cantieri.