Tragedia al Giro d'Italia: cade e muore Weylandt Non doveva partire, sarebbe diventato padre...

Il belga della Leopard cade in discesa a 20 km dall'arrivo della terza tappa dopo il Passo del Bocco. Perde conoscenza e resta a terra a lungo. I medici gli praticano il massaggio cardiaco per 40 minuti, ma senza successo. Convocato all'ultimo, sarebbe diventato padre a settembre

Rapallo - Lacrime e silenzio. E' morto Wouter Weylandt. Un ragazzo belga di 26 anni che al Giro non doveva nemmeno venire, lo hanno convocato all'ultimo momento per sostituire Bennati (infortunato), e che sarebbe diventato padre a settembre. E' questa la notizia che sconvolge il Giro d'Italia. Il belga della Leopard-Trek cade a una ventina di chilometri dal traguardo della terza tappa in un tratto in discesa dopo il Passo del Bocco sbattendo violentemente il capo contro un muretto dopo un volo di una ventina di metri. Il corridore resta immobile a terra, gli viene praticato il massaggio cardiaco per lunghi minuti, ma non riprende mai conoscenza. I soccorritori tagliano subito il cinturino del casco. Weylandt continua a restare immobile a terra, dalla televisione si vede il suo volto insanguinato. I medici cercano di rianimarlo per 40 minuti, ma senza successo. Viene chiamato l’elicottero del 118, dopo un appello televisivo della Rai. Il velivolo del soccorso parte da Genova e si porta sul posto dell’incidente, ma non riesce ad atterrare nella zona.

La dinamica della caduta Stando a una prima ricostruzione, il giovane ciclista subito dopo un tornante della discesa ha perso l’equilibrio, uno dei pedali ha toccato l’asfalto e a quel punto la bicicletta è diventata incontrollabile. Il corridore ha tentato disperatamente di frenare, e sull’asfalto è rimasta una lunga striscia nera lasciata dai tubolari. Poi il volo libero di una ventina di metri e quindi il violentissimo impatto contro l’asfalto. Immediati i soccorsi da parte del personale medico del Giro, ci si è resi conto delle condizioni disperate del belga e i tentativi di rianimazione si sono protratti per 40 minuti. Al ciclista sono state praticate iniezioni di adrenalina e atropina, il cuore ha ripreso a battere. Nel frattempo è stato richiesto l’intervento dell’elisoccorso del 118, ma la situazione era sempre più critica nonostante i tentativi dei medici sul posto. E la conferma alle notizie che nell’area del traguardo a Rapallo già davano Weylandt deceduto sono arrivate un’ora dopo l’incidente, in diretta televisiva sugli schermi Rai con le parole del medico Giovanni Tredici, che ha riferito di interruzione delle pratiche di rianimazione da parte dei sanitari sul posto e il fatto che anche il personale medico dell’elisoccorso, una volta sul posto, riteneva di non proseguire nell’intervento di soccorso: Weylandt era ufficialmente dichiarato morto.

Il medico della corsa "C’è stata una caduta la cui dinamica è in corso di accertamento. Immediatamente dopo la caduta siamo arrivati, eravamo, dietro al gruppo - spiega Giovanni Tredici, il medico della corsa che è stato tra i primi a soccorrere Weylandt -. Il corridore era già in stato di incoscienza con una frattura della base cranica estesa e un'altra nella zona frontale. Abbiamo tentato una rianimazione facendo tutto quello che si doveva fare, ma dopo 40 minuti abbiamo dovuto sospendere il tutto. Anche il 118 ci ha detto che era inutile insistere. Nonostante il soccorso immediato non c’è stato nulla da fare".

Aperta un'inchiesta Il sostituto procuratore di Chiavari Francesco Brancaccio ha dato il nulla osta per il trasferimento del corpo di Weylandt all’ospedale di Lavagna dove saranno eseguiti gli esami autoptici. Sulla morte del ciclista verrà aperta un’indagine che chiarisca la dinamica dell’incidente.

Cerimoniale annullato Gli organizzatori del Giro hanno annullato il tradizionale cerimoniale di arrivo al termine della tappa odierna da Reggio Emilia a Rapallo. Al termine della corsa non ci sono stati musiche e festeggiamenti, ma solo silenzio. La tappa è stata vinta dallo spagnolo Angel Arcos Vicioso (Androni Giocattoli). Lo scozzese David Millar (Garmin-Cervelo) è la nuova maglia rosa. Al termine della drammatica terza tappa il britannico si è piazzato secondo e ha 7" su Vicioso, vincitore di oggi.

Un figlio a settembre Non doveva neppure esserci a quest’edizione del Giro d’Italia Weyland. Secondo quanto riportato dai media belgi il corridore era stato chiamato all’ultimo momento in sostituzione di Daniele Bennati, il compagno di squadra che si era rotto la clavicola in una corsa in Svizzera. Proprio al Giro Weylandt aveva ottenuto una delle vittorie più importanti della sua carriera da professionista. Il ciclista fiammingo, nato a Gand il 27 settembre 1984, si era aggiudicato in volata la terza tappa della corsa rosa del 2010, la Amsterdam-Middelburg di 224 chilometri. Diventato professionista nel 2005, con la Quick Step, Weylandt si era messo in mostra l’anno successivo vincendo la classifica a punti del Giro di Polonia. Nel 2007 il ciclista belga si era aggiudicato una tappa al Giro di Belgio, una all’Eneco Tour, una allo Ster Elektrotoer e aveva chiuso al secondo posto la Tre Giorni delle Fiandre Occidentali. Prestigiosa anche l’affermazione ottenuta nel 2008 nella 16.a tappa della Vuelta. In totale il suo palmares conta 13 vittorie. Weylandt sarebbe diventato padre a settembre: la notizia della morte è stata ritardata proprio per informare prima la compagna Sophie.

Il cordoglio dei compagni "Oggi, il nostro compagno di squadra e amico Wouter Weylandt è deceduto dopo un incidente nella terza tappa del Giro d’Italia. La squadra è in stato di shock e profondo dolore". Sono le parole di Brian Nygaard, general manager del team Leopard Trek sul profilo facebook della squadra lussemburghese. "Tutti i nostri pensieri e le più sentite condoglianze vanno alla famiglia e agli amici di Wouter. Questo è un giorno difficile per il ciclismo e per il nostro team, e dovremmo tutti cercare sostegno...e forza nelle persone vicino a noi" conclude Nygaard.