Tragedia di Guidonia: è morto il vigilante colpito dall’ex ufficiale

Per Angelo Spagnoli, che domani verrà ascoltato dal magistrato a Rebibbia dove è in isolamento, si ipotizza anche il reato di strage

Il tragico bilancio del cecchino di Guidonia sale a due vittime. Ieri pomeriggio è morto Luigi Zippo, la guardia giurata ferita insieme ad altre sette persone dall’ex ufficiale del Genio Angelo Spagnoli nella sparatoria di sabato sera. Il vigilante era ricoverato nell’ospedale San Filippo Neri, dove ha lottato per rimanere in vita. Dopo la verifica della morte cerebrale, i parenti di Zippo hanno dato il consenso per l’espianto degli organi. «Luigi copriva il turno di notte - ha raccontato un collega -, sabato sfortunatamente era in servizio il pomeriggio: davvero una fatalità. Nel nostro lavoro si corrono dei rischi, ma prevedere quanto accaduto l’altra sera era davvero impossibile».
Nell’Istituto di medicina legale dell’università La Sapienza, invece, è stata effettuata l’autopsia sul corpo di Giuseppe Di Gianfelice, 46 anni, il primo bersaglio della follia omicida dell’ex ufficiale dell’esercito. L’uomo, proprietario di un negozio di tatuaggi, sabato era morto freddato da un colpo di pistola alla testa. I funerali non sono stati ancora fissati, in attesa dell’autorizzazione del magistrato per la restituzione del corpo alla famiglia, ma il sindaco di Guidonia ha già fatto sapere che proclamerà il lutto cittadino. Questa mattina, invece, verrà operato nuovamente l’agente Adolfo Stella, che sabato era stato ricoverato al Policlinico Umberto I con una profonda emorragia, bloccata solo grazie a un primo intervento chirurgico.
Intanto l’inchiesta prosegue a ritmo serrato. Domani Spagnoli, che si trova in isolamento a Rebibbia, sarà interrogato dal gip del tribunale di Tivoli, Elvira Tamburelli, che ha già ricevuto da polizia e carabinieri un rapporto contenente la ricostruzione dettagliata del tiro al bersaglio fatto dall’ex tiratore scelto del Genio su 17 persone, tra le quali due bambine. I capi di imputazione formulati per l’uomo sono quelli di omicidio e tentato omicidio nei confronti degli otto feriti, ma si sta vagliando anche l’ipotesi di strage. La Procura potrebbe decidere di approfondire gli accertamenti sul medico della Asl che ha rilasciato il certificato medico necessario per il rilascio del porto d’armi e vagliare la posizione dei familiari di Spagnoli.
Gli esperti della scientifica, aiutati da unità cinofile, sono tornati nuovamente nella casa del cecchino, in via Fratelli Gualandi, per procedere ad un’ulteriore bonifica dei locali. Subito dopo il fermo di Spagnoli, gli investigatori della polizia e dei carabinieri avevano trovato e sequestrato una carabina a ripetizione con un puntatore laser, diversi cannoncini, un lanciafiamme artigianale, una pistola 357 Magnum a canna lunga e un fucile calibro 12 con canna sovrapposta, oltre e numerose munizioni. Ma non è escluso che l’arsenale dell’ex ufficiale possa nascondere altre sorprese.