La tragedia di «Medea» all’Out Off

Aggredita, discriminata. Ed è così che da vittima lei si trasforma esattamente in ciò che gli atri credono sia: un pericolo, una minaccia. Questo da sempre, o meglio dal 431 a. C., è Medea , la tragedia con cui Euripide non vinse l'agone alle feste Panatenee, contro Sofocle e contro il figlio di Eschilo, ma passò alla storia, come il padre di uno dei drammi più toccanti di sempre. Una madre che arriva a uccidere i figli per vendicarsi di un marito, Giasone, che l'abbandona per prendere in sposa la figlia del Re e sobbarcarsi sulle spalle l'intero regno di Corinto. Ragione di stato e ragione di cuore si scontrano. La vendetta di Medea è atroce quanto l'indifferenza di un marito che lei ha aiutato molto e soprattutto ha seguito per amore in terra straniera dove, anche dopo anni, continua a essere considerata un’estranea. Forte, orgogliosa, complessa e tragica sarà anche la Medea che arriva sul palco del teatro Out Off fino al 23 dicembre. Per la traduzione e l'adattamento di Bianca Maria Mariano, lo spettacolo è una produzione firmata da Out Off e Sipario Film, la casa di produzione fondata nel 2001 dal regista Fabio Sonzogni che non è nuovo al riadattamento di un'opera della classicità greca. Se Giasone ha il volto di Gabriele Parrillo e Andrea Soffiantini veste i panni di Creonte, la Medea di Sonzogni è interpretata da Caterina De Regibus: «Avendo origini etiopi - spiega il regista - ho riconosciuto in lei quella qualità arcaica di donna africana di saper liberare gli istinti. Per lei l'assassinio dei figli è un parto al contrario». Sulla scena Medea è guardata a vista da un coro vestito in abiti castigati da igiene mentale. Lo sguardo al mito ci riporta a riflettere sui nostri dissidi di oggi e fa rabbrividire il confronto con molti fatti cruenti di cronaca, ma Sonzogni spiega: «La modernità di Medea sta nel riproporre l'insanabile dicotomia fra azione e desiderio, fra ciò che vorremmo raggiungere e ciò che invece otteniamo, senza proporre nessuna soluzione al conflitto. Così io mi sono attenuto al testo, mettendo in scena quella che per antonomasia è la tragedia greca che non vuole fornire risposte ma semmai generare domande».
Medea
Teatro Out Off via Mac Mahon 16
fino al 23 dicembre
da 16 euro