Tragedia a Mykonos: ucciso un italiano Colpito con una bottiglia durante un rissa

Stefano Raimondi, in vacanza in Grecia, è stato colpito alla testa ed è morto 3 ore dopo. Fermati gli aggressori: sono 3 svizzeri. Non è chiaro se il ragazzo sia intervenuto per sedare la rissa o se fosse direttamente coinvolto. Chiunque lo conoscesse lo definisce il classico "bravo ragazzo"

Dalla vacanza con gli amici in Grecia, a Myconos, alla morte. Dopo una rissa in discoteca con tre svizzeri. È morto a 20 anni con una bottigliata in testa.

Vittima, Stefano Raimondi, secondo di tre figli di una famiglia di imprenditori agricoli di Ospedaletto Lodigiano, con una ben avviata azienda casearia nella vicina Villanova del Sillaro. Chiunque lo conoscesse lo definisce il classico «bravo ragazzo».

La polizia greca ha già fermato i presunti aggressori, tra loro dovrebbe esserci l’autore del delitto: un giovane di origine curda. Ma è ancora totalmente al vaglio degli inquirenti la dinamica dei fatti. Già perché due gruppi di giovani, quello con cui si trova Stefano e quello dello svizzero, risulta abbiano dato due versioni completamente opposte dell'accaduto.

Gli svizzeri sostengono, infatti, che tre di loro si sarebbero avvicinati al tavolo del 21enne e uno avrebbe afferrato una bottiglia di Vodka per berla. Il gesto avrebbe ha irritato gli italiani. Dalle parole si sarebbe passati alle mani ed è a questo punto che il curdo avrebbe reagito colpendo più volte Stefano, alla testa, con la bottiglia. Secondo gli italiani, invece, il giovane ammazzato sarebbe solo intervenuto per sedare una rissa che si sarebbe scatenata tra un suo amico e gli stranieri mentre si stava ballando in pista.

La tragedia si è consumata tra giovedì e venerdì. Stefano era arrivato nelle Cicladi domenica scorsa. Era partito in grande compagnia: in tutto otto ragazzi e tre ragazze. Racconta la madre disperata: «Mio figlio quest'anno era davvero felice. Era riuscito a concludere tutti gli esami universitari per la fine di giugno e con lui, era il primo anno che succedeva, anche tutta la sua storica compagnia. Composta soprattutto da amici conosciuti ai tempi del liceo. Frequentava la Cattolica di Milano, facoltà di Economia e Commercio».

Insomma un’estate che avrebbe dovuto essere spensierata. Fino a giovedì sera. Il sole splendeva, l'alloggio in albergo della comitiva più che soddisfacente.

È un «must», a Mikonos, per i giovani turisti frequentare la discoteca con musica dal vivo la sera del giovedì. E Stefano con i suoi amici non hanno voluto sottrarsi alla tradizione del posto. Sono arrivati nel locale felici, dopo una giornata passata al sole ad abbronzarsi. La tragedia all'improvviso. Il giovane stramazza al suolo. Immediata la chiamata da parte dei gestori del locale alle ambulanze. La situazione appare subito disperata: il ragazzo morira tre ore dopo.

Sul luogo è arrivato ieri sera il capo ufficio consolare Francesco Latronico.

A riconoscre la salma è stata una cugina di Stefano, che era con lui in vacanza. «Un ragazzo educato, tranquillo, lo vedevo spesso quando andavo nello spaccio alimentare dei genitori, non riusciamo a spiegarci una tale tragedia», dice senza nascondere sconcerto e dolore Eugenio Ferioli, il sindaco di Ospitaletto Lodigiano. «Stava alla cassa era gentilissimo - continua il sindaco - Mai una parola sopra le righe, del resto se fosse stato un tipo aggressivo la bottigliata in testa l’avrebbe data, non l’avrebbe presa».