Tragedia in sala operatoria Muore un bambino di 8 mesi

Genova, doveva essere operato per un’ernia al Gaslini, ma il suo cuore ha smesso di battere subito dopo l’anestesia. I genitori hanno sporto denuncia e la procura ha aperta un’inchiesta: ora sarà necessaria l'autopsia

Genova - Non l’hanno nemmeno operato, sul suo corpicino non c’è un segno. È morto prima. È morto subito. Francesco, otto mesi, si è spento ieri all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova dove era stato ricoverato per un intervento sull’ernia inguinale di cui soffriva. «Un intervento di routine, programmato da tempo...» insistono piangendo la mamma Milagros e il papà Enrico Darwin, ecuadoriana lei, italiano lui, che da tempo vivono insieme a Genova e che non possono darsi una ragione di quanto accaduto ieri mattina, nell’arco di una manciata di minuti.

«Un fatto mai accaduto in vent’anni», si dice all’ospedale pediatrico di Genova, i cui vertici rimandano ogni spiegazione a dopo che verranno resi noti i risultati dell’autopsia che verrà eseguita forse domani. I genitori del piccolo si sono subito rivolti ai legali Alessandra Ballerini e Stefano Savi per conoscere la verità. «Vogliamo sapere perché», ripetono. Distrutti da un dolore che non può essere consolato.

«Il bambino è stato in sala operatoria dieci minuti, non di più - spiega l’avvocato Ballerini -, sul suo corpicino non ci sono segni di intervento, segno che l’operazione non è neppure iniziata. Il timore è che qualcosa sia accaduto durante l’anestesia». Eppure soltanto martedì mattina il piccolo era stato sottoposto agli esami preoperatori e i medici avevano deciso di sottoporlo all’operazione, ritenuta di routine.

«L’intervento era programmato, con tutte le procedure del caso eseguite e l’operazione non era certamente ad alto rischio, anche se il bambino era già in cura presso il nostro ospedale per una lieve cardiopatia congenita. La spiegazione di questa morte, che ci ha lasciato costernati e avviliti, la potrà dare solo l’autopsia», commenta Silvio Del Buono, direttore sanitario dell’ospedale Gaslini. «Subito dopo il decesso - spiega Del Buono - ho avviato le indagini per sapere se tutti i controlli e le procedure previste per l’intervento erano stati eseguiti. La risposta dei medici è stata affermativa. Poi ho informato subito del fatto la Procura, a cui ho già inviato tutta la documentazione».

Del Bono ha confermato che la morte del bimbo è avvenuta nel corso dell’anestesia, prima di finire sotto i ferri per un intervento considerato comunque non a rischio, nonostante la lieve cardiopatia di cui il piccino era affetto. «Il problema della cardiopatia era naturalmente stato considerato - precisa l’avvocato Ballerini -, visto che i sanitari ben conoscevano la lieve patologia del bimbo che stavano curando. Temiamo tuttavia che qualcosa sia andato storto nel corso dell’anestesia».

Ad avanzare l’ipotesi di choc anafilattico è Vincenzo Carpino, presidente dell’associazione degli anestesisti e dei Rianimatori italiani (Aaroi) che definisce la morte di Francesco «una tragica fatalità, praticamente impossibile da prevedere». L’ipotesi di choc anafilattico, se confermata sarebbe secondo Carpino «un caso rarissimo che si verifica una volta su milione». I numeri, però, non cambiano la terribile tragedia di ieri, sulla quale, l’ultima parola, spetta al medico legale che dovrà stabilire cosa sia accaduto esattamente in quei dieci minuti tra le 7.30 e le 7.40. L’autopsia verrà eseguita con ogni probabilità domani, per consentire alla famiglia di trovare un perito di parte.

Sul foglio che l’avvocato ha in mano c’è soltanto scritto che il piccolo è morto per un arresto cardiocircolatorio. «Signora, il cuore di Francesco ha smesso di battere», hanno detto i medici alla mamma del piccolo, uscendo dalla sala operatoria. Ora però dovranno spiegarle perché.