Tragedia in Siria, kamikaze contro sedi dell'intelligenceLa tv: "È opera di Al Qaeda"

Doppio attacco contro due sedi dell’intelligence a Damasco. Il viceministro degli Esteri: oltre 40 morti e 100 feriti. <strong>Guarda <a href="http://www.ilgiornale.it/video/attacco_kamikaze_damasco/id=kamikaze_dama... target="_blank">il video </a></strong>e <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/fotogallery/il_duplice_attentato_kamikaze_siria... target="_blank">le foto</a></strong>

Damasco - Duplice attentato contro due basi dell’intelligence siriana a Damasco. A riferirlo è la tv di Stato secondo cui, a compiere l'attentato sono stati due kamikaze a bordo di un’autobomba e la matrice dell'attacco sarebbe Al Qaeda.

Un giornalista di Associated Press a Damasco ha reso noto che le esplosioni si sono verificate a distanza di pochi minuti nel distretto di Kfar Sousa e hanno provocato alte colonne di fumo. L'attacco arriva il giorno dopo l'arrivo della squadra di ricognizione della Lega araba in vista dell'avvio della missione di osservatori. 

La tv di Stato siriana afferma che uno dei kamikaze alla guida dell’autobomba ha colpito l’ingresso esterno della sede della Sicurezza dello Stato, uccidendo e ferendo un numero imprecisato di guardie e passanti, e danneggiando gli edifici circostanti. A differenza degli altri Paesi vicini come l’Iraq e il Libano, in Siria gli attentati dinamitardi e suicidi sono rari.

Il duplice attentato avvenuto ha provocato la morte di più di 40 persone e il ferimento di oltre 100. È questo il bilancio provvisorio diffuso dal regime per bocca del viceministro degli Esteri siriano, Faisal Meqdaq, che si è recato sul luogo di uno degli attacchi. Secondo la tv satellitare al-Arabiya, la maggior parte delle vittime sono civili, anche se ci sarebbero pure diversi militari.

Il regime del presidente Bashar al Assad tenta da oltre nove mesi di soffocare nel sangue un movimento di contestazione senza precedenti: la repressione ha provocato almeno 5.000 morti da metà marzo secondo una stima della Nazioni Unite mentre le autorità siriane, che attribuiscono i disordini a "bande armate", hanno registrato più di 2mila morti nelle fila dell’esercito e dei servizi di sicurezza.

Intanto la tv di Stato ha mostrato le prime immagini dei luoghi colpiti dagli attentati. Si vedono i soccorritori portare i corpi delle vittime all’interno delle ambulanze. Le deflagrazioni hanno provocato il crollo delle mura della sede della sicurezza mentre sul pavimento si vedono le macchie di sangue. Le telecamere indugiano sui cadaveri martoriati dall’esplosione presenti nella sede dei servizi segeti. La polizia siriana ha arrestato un uomo sospettato di essere implicato nel duplice attentato avvenuto oggi a Damasco. Lo ha annnciato la tv di stato siriana.

Intanto, il ministero degli Esteri dell’Arabia Saudita ha deciso di chiudere la propria ambasciata a Damasco. Secondo quanto riporta oggi il quotidiano saudita ’al-Watan’, dopo aver ridotto al minimo indispensabile il personale che opera all’interno della sede diplomatica, il governo di Riad ha deciso di chiudere l’ambasciata e cessare le sue attività, rimpatriando i suoi addetti. La decisione è stata presa alla luce della prosecuzione delle violenze nel paese e dell’attività di repressione del regime di Bashar al-Assad, che a giudizio delle autorità di Riad mettono in pericolo l’incolumità dei suoi diplomatici.